Cosa c’è nell’accordo tra Lega e 5 Stelle che stanotte ha salvato il governo


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Il dato politico è che i toni restano alti, tra i due partiti che compongono la coalizione di governo. Il dato tecnico è che un’intesa alla fine c’è stata, ma la materia del contendere resta dov’era, o quasi. Alla fine a decidere sarà il Parlamento. Si prevede un dibattito molto aperto.

La lega e i 5 Stelle, per usare un’espressione cara a Umberto Bossi, alla fine hanno trovato la quadra sull’Alitalia, le stime della crescita, i capannoni e l’Ires. Ma il varo delle misure sul bilancio di Roma va avanti a scartamento ridotto, e per l’appunto la questione è demandata alle Camere. Lì si capirà che fine faranno le norme per scongiurare l’esaurimento, nel 2021, delle risorse per pagare i miliardi di debito storico della Capitale.

Questi i punti dell’intesa trovata questa notte.

Roma salvata, ma solo a metà

Dell’articolo dedicato alla crisi finanziaria romana che i 5 Stelle avevano inserito nel Decreto Crescita alla fine è rimasto piuttosto poco: due commi su sette. Per l’esattezza: il primo e l’ultimo. Il risultato pratico è che viene stabilito il principio del salvataggio, ma per il resto la parola passa al Parlamento.

Matteo Salvini può cantare vittoria, a riguardo, ma anche il Movimento 5 Stelle può pensare di non aver subito una sconfitta, vista l’entità delle rispettive rappresentanze parlamentari. Anche alla luce del fatto che salvare Roma può interessare non solo ai sostenitori della Giunta Raggi: chi si vuole presentare alle prossime elezioni comunali con qualche chance di vittoria non può arrivare all’appuntamento con la nomea di chi non ama la Capitale e i suoi abitanti.

D’altra parte la fase parlamentare del dibattito aprirebbe anche la possibilità per la Lega per far approvare misure simili anche per altre amministrazioni comunali, come ha chiesto in queste settimane.

Alitalia, prestito a lungo raggio

L’ex compagnia di bandiera vede estendere a tempo indeterminato il prestito ponte varato due anni fa. Per l’esattezza si tratta di 900 milioni di euro. Inoltre il governo avrò la facoltà di convertire in capitale gli interessi del prestito finora maturati.

Risparmiatori truffati, rimborsi più ampi

I circa 300 mila risparmiatori che avevano comprato azioni di una serie di banche saltate ottengono l’allargamento della platea dei rimborsi rispetto alle direttive dell’Unione Europea, con uno stanziamento di un miliardo e mezzo di euro in tre anni. La cosa è stata resa possibile grazie all’idea di introdurre i rimborsi automatici per chi ha un reddito inferiore ai 35 mila euro, o 200 mila di investimenti mobiliari.

Per gli altri si potrà accedere ad un arbitrato semplificato.

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Pierpaolo Scavuzzo / AGF 

 Luigi Di Maio, Giuseppe Conte e Matteo Salvini

Ires a scendere, deducibilità dei capannoni a salire

In soffitta l’imposta al 14 percento. Si sale al 22,5 (ed è già un’aliquota agevolata: dovrebbe essere il 24), che scenderà ulteriormente nel tempo. Nel 2020 sarà al 21,5, l’anno dopo al 20,5, l’anno dopo ancora al 20.

Crescerà invece la deducibilità dall’Imu sui capannoni: quest’anno dal 40 al 60 percento.

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Autore dell'articolo: admin