Corruzione, indagato il sottosegretario Armando Siri (Lega)


Armando Siri (LEGA)

Il sottosegretario di Stato per le Infrastrutture e i Trasporti Armando Siri, in quota Lega, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Roma con l’accusa di corruzione.

Il senatore leghista, stando a quanto si apprende, è finito nell’inchiesta che riguarda un faccendiere nel settore dell’energia sempre alla ricerca di sostegni politici e vicino ad un uomo condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, oggi nuovamente finito in manette in provincia di Trapani per aver violato gli arresti domiciliari.

L’inchiesta era stata avviata mesi fa dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo e gli investigatori della Dia, che grazie ad intercettazioni e pedinamenti sono riusciti nel massimo riserbo a delineare i contorni di quei rapporti e il ruolo che avrebbe avuto il senatore Siri nella vicenda.

Da lì la Procura di Palermo ha inviato il corposo fascicolo alla Procura di Roma, che stamattina ha disposto una serie di perquisizioni e reso noto che il sottosegretario Armando Siri risulta tra gli indagati con l’accusa di corruzione.

Per Siri, consigliere economico del Ministro dell’Interno Matteo Salvini, non si tratta dei primi guai con la giustizia. Nel 2014 aveva patteggiato una condanna ad un anno e otto mesi di reclusione per bancarotta fraudolenta dopo il crack della società MediaItalia di cui Siri era presidente. Il leghista ha sempre negato le accuse, ma secondo i giudici avrebbe, insieme ai suoi soci, svuotato le casse della società, trasferito in fondi in un paradiso fiscale, e dichiarato bancarotta.


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Autore dell'articolo: admin