Corleone torna alle urne dopo 24 mesi di commissariamento




22 novembre 2018,19:15

I giovani si riprendono Corleone. Sembrano dire, come in un combattivo slogan, ‘Corleone è nostra e non di Cosa nostra’. Un concetto che vogliono rilanciare quando mancano pochi giorni alle elezioni di domenica 25. Sono loro i protagonisti, come più volte ha ribadito anche il vescovo Michele Pennisi, della nuova città, sono stati gli ‘angeli del fango’ dopo l’alluvione, hanno liberato strade e scuole e ora vogliono liberare Corleone, che ha dato natali e sepoltura a Totò Riina e Bernardo Provenzano, dal fango della mafia.

Dopo ventiquattro mesi di commissariamento, domenica il paese composto da 11 mila abitanti tornerà, dunque, alle urne. Il comune è stato amministrato dalle commissarie Giovanna Termini, Rosanna Mallemi e Maria Cacciola che hanno confermato che “il risveglio dell’attenzione dei giovani corleonesi è il vero successo di questo commissariamento. Saranno loro le sentinelle del futuro di Corleone”. In paese c’è un folto nucleo di giovani e alcuni di loro sono candidati alle elezioni per un posto in consiglio comunale. “Le commissarie hanno fatto da spartiacque tra il passato e il futuro di Corleone”, dice Morena, studentessa universitaria di 22 anni. Un anno fa, il 17 novembre, moriva il capo dei capi, e da queste parti si tratta davvero di “una storia chiusa”.

Filippo, ventiseienne che vive e lavora a Corleone, assicura: “Difficilmente torneremo a disinteressarci della cosa pubblica, ci riprendiamo questa città, a partire dalle questioni ambientali come la raccolta differenziata e la costruzione di una cultura civica che ci possa far risalire la china, anche economicamente”. “Io ringrazio le commissarie e chi pensa che si poteva fare di più – dice Francesca – dovrebbe ricordarsi che loro hanno avuto un ruolo amministrativo, adesso bisogna raccogliere i frutti”. Per Giuseppe, avvocato di 34 anni, con base a Palermo, ma ogni fine settimana di ritorno a Corleone, “il periodo di commissariamento lascia delle basi solide affinché l’amministrazione che verrà prenda la direzione giusta”.




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