Corea del Nord, “rimpatriata forzosamente la figlia 17enne dell’ex ambasciatore”


La figlia di Jo Song Gil, ex ambasciatore a Roma, è stata rimpatriata in Corea del Nord. A dare la notizia è stato Thae Yong-ho, ex vice ambasciatore nordcoreano a Londra, nel corso di una conferenza stampa a Seul. Jo Song Gil ha disertato lo scorso novembre insieme a sua moglie – facendo perdere le sue tracce – lasciando la figlia nella sede dell’ambasciata. Al momento non si hanno notizie di Jo Song Gil, ma secondo Thae si troverebbe probabilmente ad affrontare una “situazione difficile, nella quale non gli è possibile far sapere dove si trovi o apparire in pubblico per il timore legato alla sicurezza della figlia“.

Non si sa cosa abbia spinto Jo Song Gil a non portare con sé la figlia minorenne e disabile. Thae teme per la vita della giovane ed è convinto che il suo rimpatrio – avvenuto grazie ad un intervento dei servizi di Pyongyang sul territorio italiano – possa aver condizionato Jo Song Gil, letteralmente sparito nel nulla insieme a sua moglie. Secondo un’altra ricostruzione, la giovane sarebbe stata rimpatriata a metà novembre e l’ambasciata avrebbe comunicato ufficialmente alla Farnesina il rientro della ragazza, che avrebbe chiesto volontariamente di tornare dai nonni non avendo più notizie del padre e della madre.

Al momento la Farnesina non ha fornito versioni ufficiali circa l’accaduto. Secondo una ricostruzione dei fatti offerta in via ufficiosa ad alcuni giornalisti, il rientro in patria sarebbe stato volontario.

Proprio per ottenere chiarimenti i deputati del Movimento 5 Stelle delle Commissioni Affari Esteri di Camera e Senato hanno invitato Salvini a riferire in Parlamento, per fare chiarezza sulle indiscrezioni relative al rapimento della giovane: “Se i fatti fossero confermati sarebbero gravissimi, un nuovo caso Shalabayeva. Non è tollerabile che agenti dell’intelligence di un Paese straniero agiscano indisturbati in territorio italiano compiendo attività illegali. La giovane rischia nel suo Paese di essere imprigionata e torturata

La stessa richiesta di chiarimenti in aula è arrivata anche dalle opposizioni.

Nicola Fratoianni (Leu) si è augurato che il Governo possa smentire la ricostruzione di Thae: “Se confermata, questa notizia costituirebbe un motivo di grandissimo imbarazzo per il nostro Paese sarebbe grave se, davvero, servizi segreti stranieri fossero in grado di muoversi liberamente, di rapire e rimpatriare una persona minorenne“. Fratoianni ha ricordato anche lo scomodo precedente rappresentato dalla storia di Alma Shalabayeva: “non vorrei che il caso si ripetesse per la seconda volta“.

Allo stesso modo Andrea Romano (PD) ha chiesto con urgenza un chiarimento: “Stiamo parlando di una ragazza minorenne legalmente residente in Italia. Chiediamo ai ministri Moavero e Salvini di riferire urgentemente e di chiarire se c’è stata davvero un’incursione a scopo di rapimento di agenti di servizi segreti stranieri, in un Paese come il nostro che dovrebbe essere considerato sicuro“.




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Autore dell'articolo: admin