Continua il braccio di ferro alla Camera sulla prescrizione


prescrizione camewra

Andrea Ronchini / NurPhoto 


Montecitorio 




Prosegue, dopo essere riaffiorato anche nella chiusura della seduta notturna di ieri, dedicata al voto sul dl Genova, il braccio di ferro alla Camera sulla prescrizione. È il deputato Pd Stefano Ceccanti ad ammonire che “nessuna forzatura può essere neanche lontanamente immaginabile”, spiegando appunto che “come già ribadito ieri notte da tutti i gruppi, escluso solo quello M5s, in ufficio di Presidenza delle commissioni Affari Costituzionali e Bilancio, è altamente auspicabile che i presidenti delle Commissioni agiscano con prudenza e sensibilità istituzionale rispetto all’emendamento sopraggiunto sulla prescrizione”. La proposta del guardasigilli, Alfonso Bonafede, prevede la sospensione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado e continua a incassare reazioni durissime dalle opposizioni (Carmelo Palma di +Europa parla, ad esempio, di “vandalismo istituzionale”).

Nel mirino, un testo che “al di là delle valutazioni di merito che possono ovviamente essere diverse” Ceccanti ritiene “chiaramente inammissibile rispetto al provvedimento in cui si vorrebbe inserirlo e, comunque, su cui non è avvenuta nessuna istruttoria legislativa degna di questo nome”. “L’ammissibilità di tutti gli emendamenti al ddl anticorruzione, compreso l’1.100 che tocca il tema della prescrizione, sarà valutata attentamente lunedì, nella piena consapevolezza della delicatezza e della rilevanza dell’argomento, ma anche condividendo lo spirito dei presentatori che non vogliono più rinviare la discussione in merito”, è la replica di Giuseppe Brescia, presidente appunto della commissione Affari Costituzionali di Montecitorio.

“Questa notte in Aula alcuni gruppi d’opposizione hanno dichiarato che io e la collega Sarti avremmo ignorato la richiesta di scrivere al presidente Fico per chiedere più tempo per l’esame del provvedimento. Non è così. A seguito delle valutazioni sulle ammissibilità – assicura il deputato M5s – ci confronteremo e capiremo se la settimana prevista per i lavori sarà sufficiente”. “Il presidente quindi se ne frega di quanto chiede la stragrande maggioranza della Commissione, pur di eseguire il volere del suo partito, che nel caso è minoritario. Bell’esempio di imparzialità”, è la reazione di Enrico Costa, deputato e responsabile del dipartimento Giustizia di Forza Italia. 

Sono 300 gli emendamenti presentati al provvedimento il cui esame in aula è previsto per lunedi’ 12 novembre, secondo quanto stabilito ieri dalla Conferenza dei Capigruppo.

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Autore dell'articolo: admin