Conte spiega a El Pais che pensare che in Italia comandi Salvini è un’illusione ottica


conte salvini el pais 

Afp


 Giuseppe Conte e Matteo Salvini




Matteo Salvini “è un compagno di viaggio con il quale mi confronto molto serenamente” ma “se, da fuori o all’estero, richiamano di più l’attenzione le dichiarazioni o l’immagine di Salvini, che ha una grande capacità di comunicazione, e si crede che nel governo comandi lui, è una vostra illusione ottica”.

Parole di Giuseppe Conte. Il presidente del Consiglio ha usato ‘El Pais‘ per ‘segnare’ ancora una volta il suo ‘territorio’, minato dalle invasioni di campo dei leghisti. In settimana, lo aveva già fatto quando, accusato dal partito di via Bellerio di non essere più “arbitro” per il ruolo nella vicenda che ha portato alla revoca dell’incarico al sottosegretario leghista Armando Siri, aveva tenuto a replicare, spigoloso, ai cronisti: “Io non ho mai accettato di fare l’arbitro di calcio ma il presidente del Consiglio; che è concetto ben diverso”.

Ma, dopo le tensioni fortissime delle settimane scorse, sarebbero, in realtà, in corso prove di disgelo tra Conte e Salvini, almeno stando a quanto riferiscono fonti governative leghiste. E se i rapporti tra Salvini e Luigi Di Maio sarebbero ancora rarefatti, il premier e il suo vice leghista, che avevano interrotto i contatti per circa una settimana nei giorni ‘caldi’ della polemica sulla sorte di Siri, avrebbero ripreso a parlarsi. Ieri si sarebbero sentiti più volte per gestire la sorte dei 36 migranti salvati dalla Marina militare.

Il “salto di qualità” chiesto da Salvini sui migranti

Segnali di disgelo si intravedono anche nella replica di Salvini all’intervista del premier: “Conte è il presidente del Consiglio, ci mancherebbe altro; io mi occupo di ordine pubblico e lui fa il presidente del Consiglio, è giusto cosi'”. Ma Salvini ha fatto diffondere anche dal Viminale il testo di una lettera in cui invita sia Conte che il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi a fare di un “salto di qualità nella politica estera” sul fronte dei rimpatri dei migranti.

La missiva, dai toni incalzanti, è datata 8 maggio ma è stata resa nota solo oggi per rispetto dei destinatari, sottolineano dal ministero, spiegando che non vi sono intenti polemici. “Buoni risultati” sono stati ottenuti, “per quanto di competenza del ministero dell’Interno”, sul fronte dei rimpatri ma per consolidarli, sostiene Salvini, “serve un vero e proprio salto di qualità nella politica estera italiana nella sua collegialità, investendo profili di natura economica-commerciale e di politica estera tout court, ambiti che travalicano le competenze del mio dicastero”.

Gelida la risposta fatta trapelare dal Movimento 5 stelle. “Salvini scrive a Conte per chiedergli un salto di qualità sui rimpatri? Ma per favore, sono di sua competenza, non faccia lo gnorri – hanno commentato fonti del M5s -. Il fatto che abbia scritto a Conte e Moavero è come una dichiarazione di fallimento. Si prenda anche lui le sue responsabilità”.

Di Maio si augura che dopo il ‘caso Siri’ la Lega “non perda la testa”

Sul tema dei migranti, “non c’è contrapposizione tra il premier e il ministro Salvini”, ha assicurato, dal canto suo, Di Maio. “Non c’è perché posso testimoniare che ieri per tutta la giornata ci siamo sentiti io, Conte e il ministro dell’Interno. Il premier era a un vertice europeo e ha colto l’occasione per sensibilizzare i Paesi a prendere una parte dei migranti che arrivavano in Italia”. “Ci auguriamo che dopo il caso Siri la Lega non perda la testa – ha poi avvertito il capo politico del M5s -. Comprendiamo la loro difficoltà di ritrovarsi, dopo nemmeno 10 mesi di legislatura, un proprio sottosegretario indagato per corruzione in un’inchiesta dove c’è anche la mafia, ma questo non giustifica certi atteggiamenti. Non siamo dei bambini, siamo dei ministri e veniamo pagati per costruire un futuro al Paese, non per lamentarci”.

Di Maio ha ancora una volta tenuto a smarcarsi dagli alleati di via Bellerio. Il vice premier pentastellato elogia il discorso della studentessa (Repubblica) che, ieri in aula alla Camera, in occasione del Giorno della memoria per le vittime del terrorismo, ha denunciato il “clima di odio” e di “attacco ai valori civili” riscontrato nel governo. “Le parole di Francesca ci devo ricordare la responsabilità di ministri che ricopriamo per questo nell’ultimo mese mi sono permesso di fermare alcune derive: fucile tra le braccia, che non bisogna festeggiare il 25 aprile”, ha affermato il vice premier M5s con riferimento indiretto alla decisione di Salvini di non partecipare a cerimonie ufficiali per la Festa della Liberazione.

“Quelli sono valori fondanti della nostra Costituzione e io quando intervengo su quelle cose non lo faccio per litigare ma lo faccio perchè i ragazzi prendono esempio. Quindi alcune derive di ultradestra io ho il dovere di fermarle”, ha tenuto a sottolineare. 

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Autore dell'articolo: admin