Conte all’ONU: “Populismo è nella Costituzione”


Il Premier all’Assemblea generale dell’ONU: “sovranità e popolo sono richiamati dall’articolo 1 della Costituzione italiana”


Il Premier Giuseppe Conte ha parlato davanti all’Assemblea generale dell’Onu a New York. All’inizio del suo discorso il Premier ha difeso la credibilità del suo Esecutivo al cospetto dell’opinione pubblica internazionale: “Quando qualcuno ci accusa di sovranismo e populismo amo sempre ricordare che sovranità e popolo sono richiamati dall’articolo 1 della Costituzione italiana, ed è esattamente in quella previsione che interpreto il concetto di sovranità e l’esercizio della stessa da parte del popolo“.

Fatta questa premessa, ha aggiunto: “Tale impostazione non modifica la tradizionale posizione dell’Italia all’interno della comunità internazionale e di conseguenza nei confronti delle Nazioni Unite. Sicurezza, difesa della pace e dei valori che meglio la preservano, promozione dello sviluppo e dei diritti umani sono obiettivi che condividiamo e vogliamo continuare a perseguire con coraggio e convinzione, dal piano nazionale a quello globale“.

È un onore per me intervenire oggi davanti a questa Assemblea facendomi portavoce della volontà del governo e del popolo italiano di confermare il proprio impegno accanto e a favore delle Nazioni Unite“.

I fenomeni migratori hanno riguardato il tema centrale del suo discorso. Conte ha rivendicato il lavoro svolto dall’Italia: “Da anni l’Italia è impegnata in operazioni di soccorso e salvataggio nel Mar Mediterraneo ed ha sottratto così alla morte decine di migliaia di persone, spesso da sola, come è stato più volte riconosciuto dalle stesse istituzioni europee allorché hanno affermato che l’Italia aveva ‘salvato l’onore dell’Europa’“.

I fenomeni migratori con i quali ci misuriamo richiedono una risposta strutturata, multilivello e di breve, medio e lungo periodo da parte dell’intera Comunità internazionale. Su tali basi sosteniamo i Global Compact su migrazioni e rifugiati“.

Si tratta di una sfida che può e deve essere raccolta con un approccio di ‘responsabilità condivisa’, in una logica di partenariato tra Paesi di origine, transito e destinazione dei flussi, che tenga conto dell’esigenza prioritaria di garantire la dignità delle persone ma anche con la ferma determinazione di combattere chi questa dignità e la stessa esistenza calpesta con il traffico di esseri umani“.

Il tema dei diritti umani: “Nel settantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo, questa volontà si è tradotta nella candidatura dell’Italia al Consiglio per i diritti umani. Il rispetto dei diritti inviolabili dell’uomo è uno dei pilastri sui quali si fonda la Repubblica Italiana, il nostro faro, anche e soprattutto oggi che siamo chiamati ad affrontare le sfide immani poste dalle gravi e prolungate crisi nell’area euro-mediterranea, inclusi i flussi migratori“.

Conte ha poi ricordato l’impegno economico dell’Italia nel sostenere la pace: “L’Italia persegue gli obiettivi di pace e sviluppo sul piano internazionale anche nei momenti di restrizioni di bilancio. Siamo saldamente all’ottavo posto come contributore al bilancio ordinario delle Nazioni Unite e a questo impegno aggiungiamo iniziative di sviluppo realizzate sia in via bilaterale sia attraverso le Agenzie delle Nazioni Unite. Iniziative che sono ispirate dagli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dall’Agenda 2030. La povertà, le diseguaglianze, la disoccupazione e gli effetti devastanti del cambiamento climatico sono mali che riguardano ogni Paese, indipendentemente dal grado di sviluppo“.




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Autore dell'articolo: admin