“Congresso subito”. E annuncia lo sciopero della fame


Il video appello di Giachetti: “Sono incazzato nero”

Con una diretta FB Roberto Giachetti si è detto “incazzato nero” ed ha chiesto a gran voce che venga convocato il congresso per ridare una guida al Partito Democratico. Giachetti si è lamentato delle cene annunciate nei giorni scorsi: la prima da Calenda, alla quale avrebbero dovuto partecipare Minniti, Gentiloni e Renzi; la seconda, di risposta, annunciata da Zingaretti che ha rilanciato invitando “un imprenditore, un operaio, uno studente, un professore, un volontario e un professionista“. Giachetti è indignato perché il suo partito sta “traccheggiando”, ignorando il fatto che sta andando incontro ad un fallimento annunciato.

Un’analisi più che condivisibile, anche se non si riesce a capire per quale motivo abbia sentito l’esigenza di utilizzare l’espressione “quell’altro” per indicare Zingaretti, l’unico che fino a questo momento ha detto chiaramente di essere pronto a candidarsi e che continua ad invocare quel congresso che vorrebbe anche lui. Probabilmente la candidatura di Zingaretti non piace a Giachetti, ma questo cosa c’entra?

Giachetti, da come parla, sembra quasi essere un osservatore esterno. Al momento chi non vuole andare al congresso è solo l’enorme ala renziana del partito, ostaggio del suo stesso leader che è il primo a voler “traccheggiare”. Probabilmente Renzi, che continua ad affermare di sentirsi tradito dagli “avversari interni”, gli unici colpevoli del suo assoluto flop elettorale, ha l’obiettivo di veder naufragare definitivamente lo stesso progetto del PD per avviare un altro percorso politico. Così non fosse, ci sarebbe già un candidato di area renziana pronto a farsi avanti per rilanciare il partito.

Oltretutto fa sorridere che Giachetti adesso invochi le primarie, ricordando il loro ruolo centrale nel progetto politico del PD; le stesse primarie dalle quali non è passato neanche lui prima di essere rieletto in Parlamento nel marzo scorso. Lui ha rinunciato alla pluricandidatura, cosa che gli fa onore, ma non ha contestato il metodo utilizzato da Renzi per la compilazione delle liste, dalle quali nasce l’attuale immobilismo che sta caratterizzando l’azione del PD.

L’annuncio dello sciopero della fame è, invece, a dir poco risibile; resterà a digiuno fino a quando non verrà fissata la data del congresso. Uno strumento di protesta non violento che si traveste da ricatto nei confronti dei compagni di partito, che stanno traccheggiando esattamente come sta facendo lui.

Mi permetto di dare un consiglio a Giachetti: candidati. Fallo in contrapposizione a “quell’altro” e fallo per rendere vagamente credibile e soprattutto urgente il prossimo congresso del PD. Non è più il tempo di urlare “armiamoci e partite”.




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Autore dell'articolo: admin