Con un’occhiata di Tajani l’ Europa gela Farage il Sovranista


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Venti secondi di silenzio, con lo sguardo inciprignito del maestro che rimbrotta il Franti mentre questi ride, gaglioffo, dopo aver dato l’ennesima prova della sua natura ribalda. E alla fine Nigel Farage lo sguardo lo abbassa: ha perso la Perfida Albione, si direbbe.

Tutti contro tutti, compatibilmente

È la plenaria delle recriminazioni, al Parlamento Europeo: le elezioni incombono, i sovranisti gongolano, il Consiglio Europeo di pochi giorni fa ha dato l’immagine di un Continente che non sa più decidere né sulla Brexit né sul rigore di bilancio. È anche il dibattito delle cattiverie reciproche, tagliate con l’accetta. I conservatori se la prendono con i socialisti, i socialisti se la prendono con i sovranisti, i sovranisti se la prendono con tutti. E se i socialisti tedeschi danno la colpa dell’esistenza dei sovranisti al rigore economico caro ai popolari e ai conservatori, questi ultimi ribattono che socialismo e nazionalsocialismo hanno la stessa idea di mercato controllato. E via di carineria in carineria.

Il tweet di Moscovici

L’Europa sull’orlo di una crisi di nervi si è svegliata la mattina con un tweet tra l’indignato e preoccupato del commissario Pierre Moscovici. Il giorno prima un eurodeputato leghista, Angelo Ciocca, ha platealmente preso a scarpate il foglio del suo intervento sulla bocciatura della manovra di bilancio italiana.

Moscovici, figlio di un ebreo romeno trapiantato a Parigi dopo aver subito prima i campi di lavoro fascisti, poi il regime comunista, replica a Ciocca con l’aria di chi si intende di certe cose: è stato un episodio “grottesco. All’inizio si sorride e si banalizza perché è ridicolo, poi ci si abitua ad una sorda violenza simbolica e un giorno ci si risveglia con il fascismo. Restiamo vigili. La democrazia è un tesoro fragile”.

La soddisfazione di Farage, l’intervento di Tajani

Tutto questo nervosismo è musica per le orecchie di Farage, l’uomo che ha voluto il referendum sulla Brexit del 2016 e che oggi osserva con gusto, seduto al suo scranno di europarlamentare, i colleghi che litigano e si gettano addosso badilate di fango.

Antonio Tajani, che presiede la seduta, cerca di smorzare i toni: “Non credo che in quest’Italia ci siano nostalgici o eredi del nazismo o della dittatura comunista sovietica. Due orribili e devastanti sistemi politici che hanno prodotto ferite devastanti all’Europa. Grazie a Dio queste due dittature sono scomparse grazie all’Unione Europea”. Sintesi interpretabile in due modi: 1) con la nascita dell’Ue certi pericoli sono scomparsi; 2) l’Europa ha combattuto contro nazisti e comunisti battendoli gloriosamente sul campo di battaglia.

La storia secondo Farage

La prima versione è quella di Tajani, che indirettamente richiama un precedente autenticamente glorioso, di quando l’Ue vinse il Nobel. Non a caso proprio nella motivazione dell’assegnazione all’Ue del Nobel per la Pace nel 2012 si legge che “L’Unione e i suoi precursori hanno contribuito per sei decenni al progresso della pace e della riconciliazione, della democrazia e dei diritti umani in Europa. Le spaventose sofferenze della Seconda Guerra Mondiale hanno reso evidente la necessità di una nuova Europa”.

Ma a Farage fa più comodo prendere le parole di Tajani alla lettera, per poter ribattere con comodo: “Sono stati gli inglesi e gli americani che l’hanno liberata dal nazismo, come dimostrano i 30 mila soldati britannici morti in Italia”. E qui si mette a ridere, con l’aria del Signor Bristol che è riuscito a mettere a tacere con una battuta fulminante il vicino antipatico appena incrociato al pub.

“Smetta di ridere e stia zitto”

Tajani allora si abbandona ad una collera controllata. Guarda verso il punto dell’emiciclo in cui l’altro si sganascia e lo affronta con il suo latino imparato sui banchi del Liceo Tasso, a Roma: “C’è poco da ridere, c’è da rispettare le idee degli altri. Risus abundat in ore stultorum. Farage impari a rispettare gli altri. Lei evidentemente è nostalgico di qualche dittatura. Noi abbiamo sempre rispettato le sue idee, lei non ha alcuna autorizzazione a non rispettare quelle degli altri. E rimanga in silenzio”.

Se la citazione latina può essere accolta da Farage con un “non me ne cale”, molto meno può esserlo l’accostamento con i nostalgici del fascismo. Ma è lo sguardo truce con cui Tajani continua a fronteggiarlo per una ventina di secondi, in un silenzio rotto solo dagli applausi rivolti alla presidenza da gran parte dell’emiciclo, che segna la chiusura del match. Sovranisti 0-Old Europe 3: meglio della Juventus con il Manchester United.

Il precedente della mafia

Per capire fino in fondo cosa sia andato in scena però è bene risalire ad un paio di precedenti. Il primo riguarda la risata di Farage. O meglio un applauso sarcastico. È il 26 maggio di due anni fa, nemmeno una settimana dopo il referendum sulla Brexit. Il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker riferisce sulla consultazione, e Farage con 32 denti ben visibili sotto i baffi si sciala in un battimani solitario. “È l’ultima volta che lei viene qui ad applaudire”, lo gela un Juncker, “Che ci fa poi qua, visto che avete votato per uscire dall’Unione?”. Anche questa volta l’emiciclo è tutto contro l’allora leader dello Ukip.

Quanto a Tajani, quasi un anno dopo imperversa il dibattito sui costi del divorzio tra Londra e Bruxelles. Si calcola che la prima dovrà pagare alla seconda la bellezza di 60 miliardi di euro. Farage, ancora in Aula a Strasburgo, sbotta: “L’Unione è come la mafia, ci vuole tenere in ostaggio”.Tajani lo blocca; “parole inaccettabili”. Farage: “allora dirò gangster”. Ma non guarda in direzione di Tajani. Gli sguardi si sono incrociati un anno dopo.  

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Autore dell'articolo: admin