“Con team Mani di Forbice disinnescheremo clausole sull’Iva”


Il vicepremier ha parlato anche di autonomia di Lombardia e Veneto e dello stop all’Ires agevolata per la Chiesa.

Luigi Di Maio questa mattina alle 8 è stato ospite di Agorà su Raitre e ha risposto alle domande della conduttrice Serena Bortone, la quale gli ha subito riportato un’opinione diffusa e cioè che se dovevano scendere al 2,04 del rapporto deficit/Pil perché non lo hanno fatto subito evitando l’aumento dello spread delle ultime settimane. Lui ha risposto:

“Quando siamo arrivati come governo, l’Europa ci chiedeva di fare l’1,6, che significava non poter fare nulla, neanche evitare l’aumento dell’Iva. Noi abbiamo detto quello che volevamo fare, tra reddito di cittadinanza, quota 100, aumento delle pensioni minime, e abbiamo detto facciamo il 2,4, poi è cominciata la trattativa e siamo arrivati al 2,04, ma se partivamo dall’1,6 finivamo ancora più giù e finiva che dovevamo chiedere anche i soldi agli italiani. Quindi è stata una trattativa con la quale portiamo a casa tutti i risultati che ci eravamo prefissati”

Quando Bortone gli ha chiesto se è stata dunque tutta una strategia e quando dicevano “non scendiamo dal 2,4” in realtà lo sapevano che sareste scesi, Di Maio ha detto che quando hanno fatto le stime del deficit al 2,4 si sono tenuti larghi e hanno, per esempio, calcolato che tutti quelli che potevano andare in pensione a quota 100 ci sarebbero andati, cosa che è molto difficile che avvenga nella realtà.

Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza, invece, all’inizio il M5S diceva che servivano 17 miliardi, ora è sceso a circa 7. Di Maio l’ha spiegata così:

“Ci rivolgiamo prima a 5 milioni di famiglie che sono in difficoltà enorme. Sarebbero 9 i milioni di persone sotto la soglia di difficoltà, per ora aiutiamo quelli nelle situazioni più gravi. Si parte nel mese di marzo, non solo con il reddito di cittadinanza, ma anche con le pensioni minime. Faremo un sistema misto pubblico-privato per la formazione delle persone. Credo che per la riforma dei centri per l’impiego ci vorrà un po’. Noi formeremo le persone anche per l’auto-impiego e la loro impresa prenderà, come sgravio, quello che spettava come reddito di cittadinanza”

Altro punto dolente per il MoVimento 5 Stelle in questo periodo è il fatto che il governo vada avanti a colpi di fiducia, addirittura più dei governi Letta e Renzi. E sulla manovra la situazione si è aggravata perché il testo non è stato esaminato dalle commissioni e arriverà oggi in Aula senza che le opposizioni possano di fatto proporre emendamenti. Di Maio ha detto che la manovra è stata esaminata dalle commissioni della Camera e c’era tutto l’impianto che c’è ancora oggi, anche se sono cambiati i saldi. Ma il realtà le commissioni non hanno potuto esaminare la manovra così come è uscita dalle trattative con l’UE e su questo Di Maio non ha trovato scuse. Bortone gli ha detto che se i governi precedenti si fossero comportati così, il M5S sarebbe stato il primo a insorgere, ma Di Maio se ne è uscito dicendo che se i governi precedenti avessero fatto manovre come quella che ha fatto il governo Conte, il M5S non sarebbe neanche esistito

Stop all’Ires agevolata per la Chiesa

Altro argomento caldo è lo stop all’Ires agevolata per la Chiesa. Su questo Di Maio ha detto:

“Non è uno scontro con la Chiesa, siamo disponibili al massimo del dialogo. Non è che siamo andati a tagliare soldi alle persone in difficoltà. Abbiamo detto al mondo della Chiesa che per quest’anno avranno meno sgravi”

Sulle clausole di salvaguardia, la giornalista Bortone ha fatto notare a Di Maio che l’anno prossimo, di fatto, la manovra partirà da -23 miliardi, che sono quelli necessari per disinnescare le clausole ed evitare l’aumento dell’Iva. Considerato che l’attuale manovra vale 30 miliardi, come si farà l’anno prossimo partendo già da -23? Di maio ha detto:

“La manovra di quest’anno vale circa 30 miliardi, è vero. Ci avevano detto che non c’era un euro. La stessa promessa che avevamo fatto nei mesi scorsi, cioè di non aumentare l’Iva, la facciamo per l’anno prossimo, perché partirà il team ‘Mani di forbice’ che taglierà tutto il superfluo. Le clausole ci sono ogni anno, ogni anno le dobbiamo disinnescare. Lo faremo anche l’anno prossimo”

Elezioni europee: “Con la Lega siamo divisi”

Spostando l’attenzione sui rapporti con l’Europa, Bortone ha ricordato a Di Maio che Sebastian Kurz, premier austriaco, è stato tra i primi a chiedere all’UE inflessibilità nei confronti dei conti dell’Italia e Kurz, in teoria, dovrebbe essere amico di Salvini. Di Maio ha detto:

“Kurz non è mio alleato. Nei prossimi mesi io sono impegnato a creare un gruppo europarlamentare nuovo, di forze che non sono né di destra, né di sinistra. Kurz è di destra. Ci sarà una divisione tra chi vuole riformare l’Europa per aiutare le persone e chi vuole restare legato alla contabilità europea attuale. Presenterò un manifesto programmatico, in tutti i Paesi europei stanno nascendo forze politiche che non stanno né a destra, né a sinistra. Con la Lega siamo divisi alle Europee

E a proposito di divisioni con la Lega, in una recente intervista il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti ha detto che la questione dell’autonomia di Lombardia e Veneto è di fondamentale importanza per la tenuta del governo, Di Maio ha commentato:

“Non c’è bisogno di mettere in discussione il governo. Voglio garantire che il processo di autonomia non sarà un processo che danneggerà le altre regioni. Noi rispettiamo l’esito del referendum. Non sarà un ‘togli da una parte e metti da un’altra'”

E su un possibile referendum sulla Tav, che non si può fare a livello nazionale, Di Maio ha detto:

“Se c’è una richiesta a livello territoriale chi siamo noi per bloccarlo”

Luigi Di Maio e il Team Mani di Forbice




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Autore dell'articolo: admin