Come la Certosa di Trisulti diventerà la “scuola di sovranismo” di Bannon


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La comunità di Collepardo, in provincia di Frosinone, ha concluso il 2018 per le strade in assetto da manifestazione. I cittadini hanno deciso di fare scudo a protezione della Certosa di Trisulti, che appare destinata ospitare la “scuola politica di sovranismo” che Steve Bannon, capo stratega del presidente degli Stati Uniti Donald Trump fino all’agosto del 2017, intende fondare in Europa. Il monastero del 1200 che è rientrato nel progetto del Ministero dei Beni Culturali targato Franceschini di riassegnazione, tramite bando, di monumenti storici (anche artisticamente importanti) a privati. Ma l’iniziativa, che come scrive Repubblica, perlomeno in termini numerici, si è rivelata “un flop”, si è poi evoluta in maniera imprevedibile e la Certosa è finita nelle mani dell’unica associazione che aveva presentato un’offerta considerata, ai termini del bando, “ammissibile”: il Dignitatis Humanae Institute di Roma.

Religione e politica

Il Monastero, c’è da dirlo, già da tempo risultava praticamente abbandonato. A resistere appena un monaco ormai 83enne, per cui la riassegnazione voluta dal precedente governo poteva anche essere un’occasione per rivalutare sotto ogni punto di vista, soprattutto turistico, il luogo. Il problema è che l’associazione che si è aggiudicata il bando (100  mila euro l’anno per 19 anni) ha tutt’altre intenzioni ed è per questo che i cittadini hanno deciso di protestare. Il Dignitatis Humanae Institute infatti è un’associazione (un think-tank per l’esattezza) fondata nel 2008 che si presenta come “un’organizzazione ecumenica fortemente ispirata alla dottrina sociale della Chiesa Cattolica che opera nella sfera politica internazionale per promuovere il concetto di dignità umana basata sulla consapevolezza che l’uomo è fatto ad immagine e somiglianza di Dio”. L’Istituto “promuove il Vangelo nella sfera politica tramite la Dichiarazione Universale della Dignità Umana”, insomma un’associazione che tramite fondamenti di matrice teologica porta avanti iniziative prettamente politiche.

A capo di questa associazione troviamo Benjamin Harnwell, noto per essere uno dei più stretti collaboratori di Bannon, che, con il suo progetto ‘The Movement‘, intende aiutare i partiti anti-establishment europei a coordinarsi in vista delle elezioni europee di maggio, nonché fondare una vera e propria scuola politica che formi i leader sovranisti di domani. Ed è esattamente questo il piano di Harnwell: trasformare la Certosa di Trisulti in una scuola “di populismo”, un luogo dove addestrare una nuova classe dirigente che poi possa uscire dalle aule e, da Roma a Washington, gestire la cosa pubblica all’insegna di una determinata gamma di valori. La storia ha fatto il giro del mondo fino a diventare un’inchiesta del Washington Post, al quale lo stesso Bannon spiegò: “Insegneremo le basi del populismo e del nazionalismo”.

Il ruolo del cardinale Burke

In questo momento si pensa già alla ristrutturazione dell’edificio, alla sua trasformazione in “Istituto politico”, agli allacci primari e ad internet, mentre nel frattempo Harwell già è a caccia di insegnanti per i corsi che avranno una durata di circa due settimane. Si suppone non si troverà alcuna difficoltà a coinvolgere nel progetto anche il cardinale Raymond Burke, che dell’istituto risulta essere uno dei consiglieri e che rappresenta probabilmente l’avversario dal profilo più autorevole di Papa Bergoglio. Fu lui, per esempio, che ad aprile 2018, dopo la controversa intervista che Sua Santità concesse a Eugenio Scalfari, commentò: “La situazione è intollerabile. Non soltanto è possibile, ma necessario criticare il Papa”. Un rapporto ambiguo quello tra Bannon, Harnwell e lo stesso Burke, del quale si occupò anche il New York Times.

Insomma la Certosa di Trisulti si ritroverebbe al centro di un movimento che mescola politica e religione nel nome del verbo sovranista, scenario che a cittadini e amministrazione non andrebbe affatto giù. Il 29 dicembre dunque la comunità, guidata dall’associazione Comunità Solidali, ha affrontato protestando i 5 Km che separano il centro del paese dal Monastero, rifiutandosi di consegnare il posto a Steve Bannon affinché diventi, come dichiarano in una nota, “braccio culturale del suo movimento sovranista”. “La ricchezza – scrivono –  è di chi custodisce il senso delle cose per restituirlo giorno dopo giorno, e non per farlo prigioniero di un pensiero totalizzante”.

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Autore dell'articolo: admin