Come ingrassare (se serve) – Corriere.it


Come si fa a ingrassare? È un problema che riguarda una quota decisamente marginale di persone rispetto a quelle che devono fare i conti con sovrappeso e obesità, ma esiste, e non a caso sono diversi i lettori di Corriere Salute che lo pongono. Per affrontarlo è necessaria una premessa: in genere non c’è motivo per cui una persona magra (se sta bene) debba guadagnare chili e rinunciare così a un grande vantaggio in termini di salute. Può però darsi il caso, per esempio, di una persona anziana molto soggetta alle infezioni (specie respiratorie), che si senta fragile, stanca, o che debba recuperare dopo una malattia. In queste condizione può essere ragionevole cercare di «mettere su peso», così come è giusto nelle fasi di accrescimento (bambini e adolescenti), o, talora, per motivi estetici, quando la magrezza eccessiva crea disagio. Ingrassare, però, per alcune persone può non essere facile, anche se può sembrare strano. Qual è il motivo?

Sempre magri «si nasce»?
«Di fatto sì — spiega Stefano Erzegovesi, psichiatra e nutrizionista responsabile del Centro per i disturbi alimentari dell’ospedale San Raffaele di Milano —. La maggior parte di noi ha un assetto metabolico cosiddetto risparmiatore. Il che non sorprende per motivi evolutivi. Siamo discendenti di persone che grazie a questa caratteristica sono riuscite a sopravvivere alle carestie. Però fra i sopravvissuti c’è anche qualcuno che ha invece un metabolismo sprecone: a riposo consuma di più, assimila meno e ha batteri intestinali che “lavorano” di più sugli alimenti».

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Se si ha un metabolismo «dissipatore» come si fa ad accumulare un po’ di peso?
«Una regola generale — suggerisce l’esperto — è scegliere cibi più facilmente assimilabili, più “concentrati”, meno ricchi di fibre, e aumentare le porzioni del 20%. Fra i prodotti sani che ci fanno meglio ci sono anti-nutrienti (come le fibre, i fitati, le lectine) che se assunti in grandi quantità o da chi deve crescere ostacolano l’assorbimento di ciò che mangiamo».

Più pasta e pane bianco e meno verdure quindi?
«Se vogliamo esemplificare, possiamo pensare al classico “menù bimbi” delle catene di ristorazione: pasta al pomodoro, cotoletta, maionese, gelato, succo di frutta. Questo è un pasto privo di fibre. Del resto è il motivo per cui i piccoli prediligono questi alimenti: il loro organismo “sa” che hanno proprio queste caratteristiche e quindi per loro è funzionale»

Entriamo nel dettaglio: quali sono le scelte migliori?
«Vanno bene pizza, pane bianco e pasta o riso non integrali. Per il secondo piatto scegliamo più proteine animali. Se siamo vegetariani rimaniamo sui legumi ma dobbiamo togliere le fibre (passandoli al setaccio o scegliendo i decorticati). Le verdure vanno bene ma in quantità moderata, devono in pratica essere veicolo per l’olio, il grasso “buono”. E proprio i grassi sani non devono mai mancare quando bisogna crescere: olio d’oliva, frutta secca, maionese (possibilmente fatta in casa), cioccolato. Si chiude con la frutta (ma senza buccia), i succhi di frutta o la frutta disidratata. E via libera a un paio di biscotti o pasticcini che permettono di contenere le porzioni, perché spesso chi deve ingrassare non riesce a mangiare un pasto troppo abbondante, mentre un pezzo di dolce offre energia concentrata senza occupare spazio nello stomaco».

5 luglio 2019 (modifica il 10 luglio 2019 | 14:24)

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Autore dell'articolo: admin