Come gestire le ondate di caldo che mettono a dura prova cuore e cervello


Pubblichiamo in anteprima una parte dell’articolo di apertura del dossier del numero del Corriere Salute in edicola gratis gioved che parla di quanto le ondate di caldo facciano soffrire: +36% l’aumento della mortalit registrato in Italia nell’estate del 2003. L’analisi delle categorie pi a rischio e gli organi in sofferenza, come cuore, cervello ma anche polmoni, perch d’estate i reparti di ospedale sono pieni di casi di broncopolmonite.
Potete leggere l’articolo integrale sul numero in edicola gratis gioved 27 giugno oppure in Pdf sulla Digital Edition del Corriere della Sera.

Ondate di calore anomalo anche fuori stagione, estati sempre pi secche, l’umidit che sale in citt mentre la colonnina di mercurio non d tregua. Benvenuti nella nuova normalit, come l’ha chiamata di recente il biologo della San Francisco State University Jonathon Stillman: l’estate sta diventando la stagione pi letale per la vita sulla Terra, per dirla con le sue parole. Il mondo si surriscalda e tutti, dagli animali all’uomo, dobbiamo fare i conti con le temperature in salita: Stillman ha spiegato che l’uomo come gli altri animali tenter di adattarsi, per esempio cambiando l’attivit di proteine coinvolte nel metabolismo energetico o modificando comportamenti e abitudini.

Ma non detto che ce la caveremo perch secondo il biologo, se le temperature continueranno a crescere al ritmo attuale, entro la fine del secolo l’ondata di caldo dell’estate 2003 sembrer una bazzecola. Le conseguenze? Per esempio un’impennata nel rischio di infarti: sta gi accadendo, stando a dati raccolti dall’Istituto di Epidemiologia dell’Helmholtz Zentrum di Monaco su oltre 27mila infarti registrati in Germania negli ultimi trent’anni.

Il ruolo dell’umidit

Fra il 2001 e il 2014 la probabilit di eventi cardiovascolari in estate stata molto pi elevata rispetto al periodo fra il 1987 e il 2000: il surriscaldamento del clima pu essere ormai considerato un fattore di rischio per l’infarto, specialmente in chi ha gi elementi di pericolo come diabete o colesterolo alto, spiega l’autrice, Alexandra Schneider.

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25 giugno 2019 (modifica il 26 giugno 2019 | 09:12)

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Autore dell'articolo: admin