Come è nato il ‘caso Dall’Osso’ scoppiato nel Movimento 5 stelle


Come è nato il 'caso Dall'Osso' scoppiato nel Movimento 5 stelle

 (Agf)


 10/05/2014 Bologna, Per la campagna elettorale del Movimento 5 stelle Grillo incontra i propri sostenitori in Piazza San Francesco, nella foto Matteo Dall’Osso e Massimo Bugani




Succede tutto in pochi minuti nella notte di domenica. Il presidente della Commissione Bilancio Claudio Borghi riferisce che “l’articolo aggiuntivo Dall’Osso 14.037” è stato ritirato, l’esponente del Movimento precisa “di non aver ritirato la propria firma da nessuno degli emendamenti presentati dal suo gruppo”, tanto meno su quello riguardante la disabilità (10 milioni di euro per tre anni).

Da quel momento in poi nella seduta in cui si discutono gli emendamenti alla manovra si scatena la polemica. Nel resoconto dei lavori della Camera si evince il rammarico di esponenti del Pd come Debora Serracchiani e Maria Elena Boschi “per l’allontanamento di un parlamentare dall’Aula della Commissione”. Allontanamento che viene negato dal presidente della Commissione.

Succede che il deputato viene rimproverato dai suoi colleghi per aver insistito sull’emendamento. “Non è stato minacciato ma rimproverato e invitato ad un uscire dall’Aula”, riferisce Paolo Russo di FI.

Matteo Dall’Osso discute con altri pentastellati poi se ne va. I membri dei partiti dell’opposizione sotto traccia se la prendono anche con il presidente Borghi che, viene riferito, è intervenuto per dire di non poter impedire uno scontro tra due colleghi, anche se una delle due è disabile (il deputato Dall’Osso è affetto da Sla, ndr).

“Ho sentito dire commenti del tipo ‘poverino’, ma per me è una persona che merita rispetto non commiserazione”, spiega poi Borghi a chi lo critica. Nel dibattito interviene anche il sottosegretario Massimo Garavaglia che sottolinea in particolare “i 75 milioni aggiuntivi stanziati per il trasporto e l’assistenza ai disabili per l’anno 2019” ma anche il tentativo di accantonare l’emendamento va a vuoto.

L’intervento di Berlusconi, che accoglie il deputato

Il sostegno di Dall’Osso arriva da FI e in particolar modo da Renata Polverini che ne raccoglie lo sfogo e sottoscrive insieme ad altri l’emendamento. La deputata poi porta l’esponente M5s da Silvio Berlusconi che assicura di combattere al suo fianco le battaglie sulla disabilità. Da lì la decisione di Dall’Osso di passare nel partito azzurro.

Da quel momento partono gli strali sul web nei confronti di chi ha cambiato casacca mentre i vertici pentastellati negano di voler chiedere delle penali al deputato per l’addio al Movimento.

Un addio che ha provocato malumori tra i grillini. FI è intenzionata a continuare ad accogliere altri possibili fuoriusciti M5s, soprattutto al Senato. “C’è chi sta bussando alle porte del gruppo misto”, riferisce un senatore azzurro. “Voglio capire prima cosa è successo, perché ha fatto questa scelta”, afferma Luigi Di Maio mentre il presidente della Camera, Fico, esprime sorpresa per quanto accaduto. “Le minacce a Dall’Osso qualificano i grillini”, attacca l’esponente di FI, Mara Carfagna. 

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Autore dell'articolo: admin