Come è andato questo primo anno di Fico Eataly World


Come è andato questo primo anno di Fico Eataly World



Una settimana di eventi, incontri e innovazioni nelle esperienze da vivere nel parco, che segnano la prima tappa di u na esperienza condivisa: una grande mascotte a tema è già pronta all’ingresso  per accogliere i visitatori in occasione dei festeggiamenti per il primo compleanno di  Fico Eataly World (2,4 milioni di visitatori e un fatturato di 50 milioni di euro, secondo gli ultimi dati forniti a fine settembre nella commissione attività produttive del Comune), il parco del cibo più grande al mondo con sede a Bologna: il picco delle presenze si è avuto nel ponte dei Santi, tanto da toccare il traguardo prefissato dei tre milioni di visitatori. 

Il compleanno, il prossimo 15 novembre, sarà anche l’occasione per sperimentare le novità di Fico, per vivere i 100 mila metri quadrati della “Disneyland” del cibo italiano dal campo alla forchetta: con  i nuovi tour “Dentro la fabbrica”, per scoprire i segreti della produzione delle 40 fabbriche che realizzano il meglio dell’agroalimentare italiano, o  “Nella fattoria”, a contatto con gli animali e le coltivazioni; con  i nuovi corsi “Impara a fare”“Dietro le quinte” “Gusta”, per mettere le mani in pasta, scoprire i segreti dei mestieri del cibo e imparare ad assaporarlo; infine con  gli appuntamenti quotidiani con “10 minuti di…”, per scoprire Fico dal racconto di chi ci lavora. Dopo l’anteprima con Benedetta Parodi, e la visita del governatore della Liguria Giovanni Toti per il lancio dell’iniziativa sulla pasta al pesto in aiuto di Genova dopo il crollo del ponte Morandi,  mercoledì 14 si aprono le celebrazioni con l’incontro internazionale “Fico, il primo parco del cibo nel mondo”, in cui si farà il punto su risultati e prospettive del primo anno, discutendo di dieta mediterranea e alimentazione con Daniel W. Dowe, chairman della Speciality Food Association, che organizza Fancy Food New York, la più importante fiera agroalimentare del mondo. Ci saranno  inoltre collegamenti in diretta con Roma per il lancio della terza edizione della Settimana della cucina italiana nel mondo e con l’Ambasciata Italiana a Pechino.

Il giorno 15 si brinderà con il “Primo aperitivo delle eccellenze italiane” , 20 proposte di aperitivo con specialità e piatti dalla Sicilia fino al Trentino. Qualche dato: il 50% del fatturato di Fico viene fatto nei weekend; il 30% dei visitatori viene da Bologna e “in molti casi i bolognesi tornano dopo la prima visita”; gli stranieri sono il 20%, in crescita rispetto al 6-7% iniziale.
Lo scontrino medio è intorno ai 18 euro, più basso ma su una base più ampia di persone rispetto alle previsioni.

“Siamo molto soddisfatti – spiega in una intervista all’Agi l’ad del parco, Tiziana Primori, appena rientrata dalla Cina  – perché una cosa completamente nuova, come un parco del cibo che è il primo al mondo, è evidente che ci si scontra – o si incontra – con il primo anno di apertura: non solo sfioriamo i 3 milioni di visitatori, ma abbiamo avuto tante classi, negli ultimi mesi il 20% di stranieri, tante delegazioni di paesi esteri importanti … Sia quantitativamente che qualitativamente, una cosa molto importante. 

Cosa succederà al parco agroalimentare in questa settimana di festeggiamenti?

“Il compleanno ha una anteprima che inizia con un tema importante, come Benedetta Parodi ai fornelli; tra l’altro tutto il periodo dei festeggiamenti, che parte  domani e arriverà fino a domenica prossima, è incentrato su 100 ricette per 100 province: tra queste,  quella genovese legata al pesto, verrà il presidente della Regione Liguria Toti per fare anche da noi questa iniziativa molto importante  per aiutare la ricostruzione del ponte a Genova. Anche questo è bello, trovare un luogo dove il rapporto col territorio si vive in questo modo”.

Tre milioni di visitatori nel primo anno: pensa che si arriverà al raddoppio che si era ipotizzato nel corso del triennio? C’è chi si dice scettico.

“Noi valutiamo assolutamente di sì, ci eravamo tarati su questa cifra il primo anno, l’abbiamo raggiunta e quindi siamo molto contenti di questo. Stiamo lavorando per costruire sempre più valore nel parco, rafforzandone  i pilastri: il fatto di avere un rapporto con l’Italia e di rappresentare le eccellenze italiane. Stiamo lavorando molto con i comuni, sia grandi che piccoli, per averli presenti da noi – come avviene con Genova –  con le regioni,  per avere comunque sempre nel parco non solo i prodotti,  ma comunque l’Italia,  che è fatta di storia, di passioni, di folklore, di cultura”.

Fico sembra aver ritrovato nuovo slancio dopo l’estate con una forte spinta pubblicitaria sui media nazionali…. Quanto ha influito questo sul risultato?

“In estate abbiamo pensato che fosse importante fare conoscere Fico, abbiamo investito molto in comunicazione e quindi la campagna ci ha aiutato ad avere molte presenze, con un boom molto forte nel ponte dei morti. Le presenze da metà luglio in poi sono state comunque sempre state molto forti, sopra le aspettative: tre milioni non si fanno in un ponte”.

Risultano particolarmente in crescita i visitatori stranieri, tanto che nelle proposte turistiche  si pensa a due notti di pernottamento a Bologna con una giornata dedicata alla visita del parco agroalimentare: chi vuole essere critico, pensa che il parco sia orientato piu’ alle esigenze del turista che non su quelle del bolognese… cosa risponde?

“Rispondo che abbiano anche un’ottima presenza dei bolognesi, se il 20% è straniero, l’altro 80% è italiano e c’è anche una buona presenza dei bolognesi che ovviamente usufruiscono il parco in vario modo, legata anche ai molti eventi che noi facciamo. Bologna è sempre una città molto attenta ed essere attenta a volte significa rivolgere anche delle critiche : io le prendo sempre in termini molto costruttivi, perché ogni visione diversa vuol dire che devi  approfondire, cogliere quel punto di vista e crescere in professionalità”.

Se si va a curiosare in Internet sulle recensioni di chi ha visitato il parco, oltre a chi si dice pienamente soddisfatto, c’è anche chi esprime delusione nella aspettative, ovvero chi pensava di trovare qualcosa di diverso e invece  lo ha vissuto come  un tour all’interno di una sorta di mega centro commerciale dedicato alle proposte sul cibo…

“Ci scrivono in media 100 al mese  da Tripadvisor e circa 600 -700 – 1000 con i canali di Google e così via… Le situazioni più critiche le abbiamo da Tripadvisor, dunque sono assolutamente contenta; qui abbiamo un percorso molto polarizzato, chi è molto contento, chi intravede delle critiche dicendo ‘mi aspettavo si più, molti più campi, molta più terra, e così via… Rispondo che noi siamo davvero un luogo vero,  dove ogni giorno 40 fabbriche producono, dove abbiamo 15 patriarchi, piante che esistono solo qui e in poche parti d’Italia. Poi come sempre c’è chi la vede diversamente”. 

Si può fare qualcosa per migliorare Fico da questo punto di vista, magari accompagnando il visitatore  nella visita?

“Su questo abbiamo riflettuto molto, ci sono nuovi corsi e nuovi tour che servono esattamente a questo. Molto probabilmente è un luogo grande, 10 ettari, bisogna anche trovare un modo per accompagnare il visitatore. Per questo cogliamo l’occasione di questa settimana – in cui il parco sarà sempre pieno  –  e continueremo così dopo,  mettendo in campo una serie di iniziative. Con dieci minuti di spiegazioni di perché ad esempio quel formaggio è fatto in quel modo, o quel prosciutto ha quelle caratteristiche,  quindi  accompagnando la conoscenza ; secondo, abbiamo ipotizzato tour nuovi che  permettono di andare dentro la fabbrica e quindi di mettere il camice e di andare a vedere esattamente come si produce; altra cosa ,  più legata ai bambini , la possibilità di dare da mangiare agli animali, facendo capire che quello che mangiamo gli animali è importante perché poi entra nella catena alimentare”.

Il buon andamento di Fico consente di guardare il futuro con serenità anche per quanto riguarda i lavoratori della struttura? Col nuovo anno ci saranno anche nuove assunzioni?

“Stiamo crescendo in termini di presenze, cresciamo in termini di fatturato e di sicuro ci saranno nuove opportunità. Attualmente i lavoratori sono 900, 3000 con l’indotto su Bologna”. 

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Autore dell'articolo: admin