Clan Casamonica, la Cassazione riconosce: “Sono un’associazione mafiosa”


Dichiarati inammissibili i ricorsi di 18 indagati.

Cassazione riconosce Casamonica come mafiosi

La terza sezione penale della Corte di Cassazione, in una sentenza depositata oggi con la quale ha dichiarato inammissibili i ricorsi di 18 indagati, ha riconosciuto che il clan Casamonica è un’associazione di stampo mafioso.

Il ricorso era contro l’ordinanza del Tribunale del Riesame di Roma che a luglio 2018 aveva confermato gran parte delle misure cautelari in carcere disposte dal giudice per le indagini preliminari proprio per associazione mafiosa secondo l’articolo 416 bis del codice penale e per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di droga. Gli ermellini hanno scritto nella sentenza:

“Con specifico riferimento all’associazione di cui all’articolo 416 bis il tribunale ha ricostruito la sussistenza del sodalizio vagliando attentamente i plurimi elementi indiziari costituiti dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, dagli interrogatori resi dalle presunte persone offese dell’associazione e dalle molteplici conversazioni intercettate nel corso delle indagini. Tali elementi sono idonei a dimostrare non solo la sussistenza dell’associazione di stampo mafioso, ma anche la partecipazione dei singoli indagati al sodalizio medesimo”

E hanno aggiunto:

“Emerge chiaramente che tutti gli indagati erano parte di un nucleo associativo familiare fortemente radicato nel territorio romano e ben noto alla popolazione godevano di una base logistica comune all’interno della quale tenevano le armi e la sostanza stupefacente e nei pressi della quale le varie persone offese erano state convocate da diversi membri dell’associazione, disponevano di una cassa comune, svolgevano la propria attività con metodo fortemente intimidatorio, ponevano in essere condotte di aiuto e di reciproca sostituzione e recuperavano le somme di denaro conseguenti al reato di estorsione o di traffico di sostanze stupefacenti nell’interesse del sodalizio”


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Autore dell'articolo: admin