Chi sono gli Orma, nel cui territorio è prigioniera Silvia, rapita in Kenya. X giorno


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 Foto: Facebook 


   Silvia Costanza Romano 




E’ il giorno del riserbo. La svolta, sperata, nella vicenda del rapimento di Silvia Romano in Kenya, non è arrivata. O almeno, forse non era così vicina come facevano intendere gli inquirenti e le forze di polizia kenyane che ora si sono stretti dietro i “no comment”.

Timori e speranze si alternano, ma gli inquirenti insistono nel sottolineare un segnale positivo: gli anziani della comunità Orma hanno preso le distanze dal rapimento. Questa comunità di pastori semi-nomadi, di religione musulmana, è spesso in conflitto con altre comunità etniche che abitano l’area.

Allevatori di bestiame e cammelli, sono venuti in crescente conflitto con gli stanziali Pokomo, agricoltori o pescatori che vivono lungo Tana River, il fiume più lungo del Kanya, proprio l’area dove le forze speciali ritengono sia nascosta la giovane volontaria italiana.

I Pokoma dipendono dai cicli del fiume per l’irrigazione dei loro raccolti. Gli Orma, invece, allevatori, hanno bisogno dell’accesso al fiume per abbeverare le loro greggi. Ci sono stati violenti scontri e raid di vendetta tra le due comunità etniche. Orma e Pokomo sono in conflitto da sempre. Inoltre i primi sono musulmani e secondi cristiani.

Questo spiega perché la giovane cooperante italiana sia stata coperta col niqab. I rapitori non volevano e non vogliono che venga riconosciuta dalla comunità Orma e dagli altri abitanti che sono di etnia somala e a prevalenza musulmana dopo che gli anziani hanno lanciato un monito: guai a chi aiuta i sequestratori. Eppure qualcuno li ha aiutati, forse gruppi etnici che hanno nel loro dna l’accoglienza. Per alcune etnie che abitano l’area l’ospitalità è sacra e viene offerta a chiunque e indipendentemente da cosa stia facendo.

Lo stallo di questo ore, inoltre, potrebbe derivare dal fatto che i sequestratori hanno trovato un nascondiglio sicuro dal quale trattare con più tranquillità evitando marce forzate per far perdere le proprie tracce. E’ questo il nodo: la trattativa è stata aperta, gli inquirenti la pensavano conclusa, ma qualcosa non ha funzionato. Sembra che tutto ruoti intorno al riscatto, alla quantità di soldi richiesti dai rapitori.  

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Autore dell'articolo: admin