Chi è la donna che ha raccolto l’eredità di Angela Merkel


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“Sì, ce la facciamo”: ha fatto un certo effetto quando qualche giorno fa Annegret Kramp-Karrenbauer – eletta nuovo leader della Cdu dopo 18 anni di regno merkeliano – ha usato la più famosa delle frasi della cancelliera tedesca, quel “Wir schaffen das” che l’ex “ragazza dell’est” pronunciò quando la crisi dei migranti era al suo apice.

Una frase che i critici hanno rinfacciato migliaia di volte ad Angela Merkel, e che “AKK” ha voluto utilizzare di nuovo, quasi come ad affermare il coraggio delle proprie posizioni e la necessità della continuità per governare un Paese complesso come la Germania.

Eppure è proprio sui migranti che la popolare ex governatrice della Saar ha provato a prendere le distanze dalla cancelliera, e lo ha fatto anche con una certa durezza: paradossi della politica 4.0, perché, come ripetono molti osservatori, la vicinanza con Merkel è al tempo stesso la forza e la debolezza dell’attuale segretaria generale della Cdu.

I sondaggi ci avevano visto giusto: AKK era la favorita nella sfida che l’ha vista contrapporsi all’ex capogruppo e poi lobbista milionario, Friedrich Merz, nonché al giovane ministro della Sanità, Jens Spahn. Alla fine, il voto dei 1001 delegati le ha dato ragione, pur in una battaglia all’ultimo voto.

A​ppena trentenne è stata ministro, nel suo Land, prima dell’Interno e poi della Famiglia e degli Affari sociali. Dopodiché ha guidato una coalizione “Giamaica” (insieme a Verdi e liberali), poi una Grosse Koalition con la Spd, e infine ha lasciato il governo della Saar per diventare capo organizzativo del suo partito con l’intento di prendere il posto di Merkel, con l’aiuto di Merkel.

Il volto moderno dei cristiano-democratici

La sottovalutarono la Spd e Martin Schulz, l’anno scorso, quando credettero di poter conquistare facilmente la Saar: e invece vinse lei con un fragoroso 40% dei consensi. E se per la pancia conservatrice del suo partito, che avrebbe voluto farla finita col merkelismo e con i suoi epigoni, AKK è una leader indigesta, in compenso lei vanta caratteristiche personali e politiche tali da poter essere apprezzate pure da un elettorato socialdemocratico e verde, incarnando in qualche modo il volto più “moderno” dei cristiano-democratici. Sono qualità che serviranno, quando ci sarà da mettere in piedi una nuova coalizione di governo.

Della 56enne AKK si dice che è una donna con i piedi per terra e lontana anni luce da ogni tipo di vanità. Madre di tre figli, ha studiato giurisprudenza e scienze politiche. Europeista convinta e anche per motivi geografici sensibili al mondo francofono (il Saarland confina con la Francia), politicamente potrebbe essere definitiva una campionessa del “centro liberale”, pur senza perdere per strada il suo lato conservatore: ribadisce la richiesta di una linea più dura sui profughi senza diritto d’asilo e non manca di ricordare il radicamento cristiano del suo partito. 

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Autore dell'articolo: admin