Chi ci sarà e chi no alla conferenza di Palermo sulla Libia


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L’obiettivo, scrive su Facebook ii presidente del Consiglio Giuseppe Conte, “è dare un contributo concreto al percorso di stabilizzazione del Paese in pieno accordo con i principali attori politici libici, che avranno a Palermo un ruolo da protagonisti”. Effettivamente la Conferenza di Palermo per la Libia sarà una tappa cruciale per rimettere in piedi il piano delle Nazioni Unite per la stabilizzazione del Paese e per il rilancio della sua economia. A ribadirlo il Consiglio di sicurezza dell’Onu che giovedì sera si è nuovamente riunito per affrontare la crisi del Paese nordafricano, che fatica a trovare un assetto stabile malgrado siano trascorsi sette anni dalla caduta di Muammar Gheddafi, nel 2011.

“Un percorso per accompagnare il popolo libico”

“Non a caso – nota Conte – il messaggio che vogliamo lanciare è For Libya With Libya. Ieri, il rappresentante speciale dell’Onu in Libia, Ghassan Salamé, ha illustrato al consiglio di Sicurezza il nuovo piano di azione che sarà alla base della conferenza di Palermo. Il nostro Governo sostiene con convinzione la strategia portata avanti delle Nazioni Unite. Proprio in questo processo di stabilizzazione si inserisce la due giorni di Palermo, che non sarà un episodio isolato ma una tappa fondamentale di un percorso lungo il quale l’Italia continuerà ad accompagnare passo dopo passo il popolo libico”.

A livello ministeriale

È stato unanime il giudizio positivo sull’importanza dell’appuntamento di lunedì e martedì prossimi in Sicilia, sottolineata più volte proprio da Salamé, anche se la presenza degli Stati più influenti sarà comunque limitata al livello ministeriale.

“L’imminente conferenza di Palermo potrebbe rappresentare un’opportunità per ottenere maggior supporto pratico per stabilire un sistema di redistribuzione della ricchezza nazionale a beneficio di tutta la popolazione”, ha dichiarato Salamè, plaudendo alla tenuta del cessate il fuoco che ha messo fine agli scontri a Tripoli mentre i gruppi armati hanno iniziato ad allontanarsi dalle istituzioni nella capitale.

Putin resta a casa, Macron e Merkel pure

I big del mondo non saranno presenti ma nessun Paese, così come nessuna fazione libica, mancherà all’appello. La Francia ha approfittato del Consiglio di sicurezza per annunciare la presenza del ministro degli Esteri, Jean-Yves Le Drian, ritenuto profondo conoscitore dell’area. Invece Berlino invierà a Palermo il sottosegretario agli Esteri, Niels Annen.

Dagli Stati Uniti, dopo il forfait del segretario di Stato, Mike Pompeo, è atteso il consigliere speciale del dipartimento di Stato per il Medioriente, David Satterfield. La Commissione Ue ha confermato la partecipazione dell’Alto rappresentante per le politiche estere, Federica Mogherini. La Russia, che alla riunione del Consiglio di sicurezza ha assicurato “una partecipazione attiva” alla Conferenza, sarà presente con una delegazione guidata dal premier Dmitri Medvedev e il vice ministro degli Esteri, Mikhail Bogdanov. Una delegazione che a Mosca definiscono “di livello” anche se in Sicilia non arriveranno, come inizialmente auspicato da Roma, né il presidente Vladimir Putin, né il capo della diplomazia, Serghei Lavrov. Il vice ministro è anche rappresentante speciale del Cremlino per il Medioriente e l’Africa ed è ritenuto il massimo esperto della regione e il diplomatico russo più accreditato nel mondo arabo.

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 Alessandro Serranò

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, incontra il Presidente del Consiglio Presidenziale del Governo di Accordo Nazionale della Libia, Fayez al Serraj.

Il quadriumvirato libico

Resta confermata la partecipazione dei quattro principali attori della Libia: il presidente della Camera dei Rappresentanti libica, Aghila Saleh, il presidente dell’Alto Consiglio di Stato libico, Khaled Al Meshri, il presidente del governo di Accordo nazionale, Fayez al Serraj e il maresciallo Khalifa Haftar, comandante dell’Esercito nazionale libico. Dalla regione, saranno presenti i capi di Stato o di governo di Tunisia, Algeria, Ciad e Niger. Egitto e Marocco saranno rappresentati dai ministri degli Esteri.

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