«Che tipo di depressione è la mia?»


Pubblichiamo la domanda inviata da un lettore al forum Psichiatria e la risposta data da uno dei nostri esperti, il dottor Giancarlo Cerveri, direttore dell’Unit Operativa Complessa di Psichiatria ASST di Lodi.

Soffro da diversi anni di depressione e sono in cura con antidepressivi da almeno 15 anni. Sto abbastanza bene ora. Mi chiedevo per che tipo disturbo il mio. Uno psichiatra diversi anni fa mi disse che soffrivo di depressione endogena. Vorrei chiedere se esiste una sola depressione per tutti o se esistono forme diverse e volevo poi sapere se esiste per tutti lo stesso trattamento (cio gli antidepressivi).
Maria Rosa

Giancarlo Cerveri
Giancarlo Cerveri

Gentile lettrice, grazie per la domanda, prover a fornirle alcune risposte. Molti parlano di depressione ma pochi la conoscono, ancor meno quelli che realmente si curano in modo adeguato (meno di un terzo). Come possibile che un problema di salute pubblica cos primario, con un impatto sulla qualit della vita, quando nella sua forma grave, secondo solo ai tumori, sia cos misconosciuto? Vediamo alcune ipotesi legate alla eterogeneit delle forme di depressione: non una condizione unitaria, ve ne sono differenti (8 tipi, escluse le bipolari), nella cui genesi fattori genetici, biologici, psicologici e sociali intervengono in maniera differente. Eterogeneit di livelli di gravit, di sottotipi, di epoche di insorgenza nelle et e fasi della vita, eziologie, decorsi e interazioni tra fattori predisponenti, precipitanti e protettivi.

Cure differenziate

Questa eterogeneit produce scenari molto diversificati che necessitano di cure differenziate, e con modalit a volte artigianali rispetto ad altre branche della medicina (oncologia): anche in psichiatria in atto una personalizzazione dei trattamenti. Il salto di qualit sar quello di utilizzare le caratteristiche fenomenologiche, sintomatologiche, genetiche, di biomarker e neuroimaging per orientarsi verso una psichiatria di precisione. Aspettando non un singolo biomarker, ma maggiore considerazione dei diversi predittori di risposta, per impostare un trattamento preciso (non solo personalizzato) per la depressione maggiore, risulter consigliabile utilizzare indici di probabilit di resistenza al trattamento per programmare protocolli intensivi di trattamento (antidepressivo + psicoterapia + augmentation con antipsicotico atipico etc) per quei casi che verosimilmente mostreranno resistenza alla risposta.

Isolamento

La speranza che una psichiatria maggiormente orientata alla precisione aiuti le persone ad avvicinarsi con pi fiducia alle cure, abbandonando i pregiudizi e a superare quello che mostra l’indagine svolta dall’Associazione Onda, che rivela come oltre il 70% delle persone affette da depressione tende ad isolarsi e il 30% soffre di disturbi della sfera cognitiva, come difficolt a prendere decisioni, minor concentrazione, attenzione, memoria di lavoro e come solo chi l’ha sperimentata personalmente o con un famigliare riconosca la necessit di trattamenti farmacologici, oltre a un’integrazione con supporto sociale declinato per ogni fase della vita (infanzia, adolescenza, adulti e anziani). Isolamento, solitudine facilitano infatti l’insorgenza di depressione e di difficolt cognitive e a soffrirne il nostro Cervello Sociale, l’avere interazioni e rete sociale, che oltre a favorire lo sviluppo cerebrale ne previene il declino, in modo ancor pi sostenuto se associato a attivit fisica e corretti stili di vita e alimentazione. Cordialmente.
Giancarlo Cerveri

19 luglio 2019 (modifica il 19 luglio 2019 | 16:42)

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Autore dell'articolo: admin