Che storia ci racconta la lista dei passeggeri del Flixbus che si è schiantato a Zurigo


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Kantonspolizei Zurich / AFP
 


 L’incidente al bus Flixbus a Zurigo




Un’italiana è morta e altri due connazionali sono tra i feriti gravi di un incidente avvenuto nei pressi di Zurigo, dove un pullman partito da Genova, si è schiantato contro un muro lungo l’autostrada A3.

A bordo c’erano 51 persone: gli italiani erano in tutto 13; i feriti sono, complessivamente, 44, tra cui 10 russi. L’autista è in gravi condizioni.

La dinamica dell’incidente

L’incidente è avvenuto alle 4,15 di domenica mattina: il mezzo, operato da una società italiana partner di Flixbus, era diretto a Dusseldorf, ha sbandato in corrispondenza di un tratto in cui la strada devia bruscamente. Non è ancora chiara la causa dell’incidente, ma sulla zona aveva nevicato e i meteorologi avevano messo in guardia dal rischio di gelate.

La deviazione conduce a una strada secondaria su cui si immette la A3. Non ci sono cartelli a indicare che la strada vira a destra e, per i veicoli che viaggiano sulla corsia di sinistra, c’è sempre il rischio di finire contro il muro se il conducente non è attento. 

Il bus dei lavoratori che tornano a casa

A bordo c’erano, tra gli altri, uno svizzero, un tedesco, due colombiani, un giordano, un romeno, un bosniaco, due albanesi, e quattro africani: due dalla Nigeria, uno dal Ghana e un altro dal Benin. Un elenco di nazionalità che ci dice molto sulle storie dei passeggeri, visto che il Flixbus da Genova è l’unico collegamento dal capoluogo ligure a Zurigo e che è utilizzato da molti italiani che vanno a lavorare in Germania, ma anche da stranieri che lavorano in Italia. Molte delle persone coinvolte nell’incidente, c’è da immaginare, stavano tornando nei Paesi di origine per le festività natalizie, occasione per riunire le famiglie disperse per l’Europa. 

Il viaggio, raccontava il Secolo XIX in un lungo reportage del dicembre 2017, parte da via Fanti d’Italia, a Genova alle 21,30 e si conclude a Dusseldorf dopo sedici ore di viaggio senza cambi e una lunga teoria di città da attraversare: Milano, Tubingen, Stoccarda, Karlsruhe, Heidelberg, Mannheim, Bonn, Colonia, Duusseldorf. Molti, è il racconto del quotidiano genovese, prendono questo bus fino a Zurigo perché non c’è alternativa.

Un mezzo senza alternative

In treno bisogna mettere in conto cinque ore e mezzo di viaggio e un cambio a Milano, in aereo una spesa ingente per partire da Malpensa e così i bus di Flixbus, a un costo che è quasi un quarto di quello del treno, sono l’opzione migliore. Sei ore e venti minuti, se sul Gottardo non imperversa una bufera, ma viaggi che, a volerli fare, hanno un po’ il fascino dei Greyhound americani: torpedoni pieni di gente insonnolita e annoiata, ma al di là dei finestrini l’Europa che corre placida.

D’inverno è la rotta dei lavoratori: camerieri, manovali, operai che vanno verso i locali e i cantieri della Svizzera e della Germania. D’estate – percorsa al contrario – quella delle vacanze low cost, di chi dalla Germania vuole andare a godersi la riviera ligure senza avere il fastidio dell’auto da posteggiare dove i parcheggi non ci sono o il timore di affrontare le insidiose autostrade della regione.  

Dopo il 2020, con il Terzo Valico e la galleria del Monte Ceneri fra Lugano e Bellinzona, scrive il Secolo XIX, il viaggio Zurigo-Genova potrebbe essere garantito in sole quattro ore con un treno Eurocity senza cambio a Milano. Ma fino ad allora l’appuntamento sarà in via Fanti d’Italia alle 9,30 del mattino. 

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