«Che mi succede se digiuno qualche giorno dopo aver mangiato tanto?»


Pubblichiamo la domanda inviata da un lettore al forum Nutrizione e la risposta data dal nostro esperto, il dottor Andrea Ghiselli, dirigente di ricerca del Centro CREA – Alimenti e nutrizione e presidente della Società Italiana di Scienze dell’Alimentazione.

Gentilissimo dottore, capita a volte di mangiare troppo (ferie, festività, cerimonie), e non per uno o due pasti, ma per un periodo prolungato. E si mette su qualche chilo. A volte ci si è solo ‘gonfiati’ (ritenzione idrica?). Forse la cosa migliore sarebbe fare più moto e optare per un’alimentazione equilibrata. Sarà anche vero, nel migliore dei mondi possibili. Tuttavia mi chiedo: che problema c’è a fare una scelta drastica e mettere in atto un’“operazione carestia” ovvero non mangiare o quasi per qualche giorno (diciamo 3-5)? Voglio dire: il problema è solo che l’operazione carestia è una cosa poco praticabile, perché subiremmo i morsi della fame? Oppure ci sono controindicazioni fisiche a saltare il pasto o ridurre drasticamente le calorie giornaliere? Chiedo quest’ultima cosa perché ho sentito dire che se si saltano i pasti l’organismo rilascia non so bene quale ormone (cortisolo?) e questo non è bene (qualsiasi cosa questo voglia dire). E inoltre che, se si priva l’organismo di cibo, il metabolismo ‘rallenta’ al punto che poi basta pochissimo e si tende a ingrassare (strano argomento: come se invece, mangiando molto, il metabolismo allora si velocizzasse… mah). Mi spiegherebbe per piacere che c’è di vero e di falso in queste considerazioni?
Federico

Non mi convince del fatto che sia inevitabile trascorrere periodi nei quali si è “costretti” a mangiare di più. Festività e cerimonie non vedo perché dovrebbero costringere a mangiare di più tutti i giorni. Persino le feste natalizie, che sono quelle che impegnano maggiormente, “costringono” a mangiare un po’ di più in pochissime occasioni, che si contano sulla punta delle dita. Inoltre se lei mangia tanto la vigilia di Natale (e lo sa perché è abbuffata premeditata, come quella del giorno dopo) può cominciare a tenersi leggero nei pasti precedenti e continuare dopo il pranzo di Natale a recuperare. Certo ci sarà qualche serata con gli amici, ma ci sono anche i pranzi del giorno precedente e di quello successivo che compensano. Insomma, non ci sono motivi che veramente costringano a prendere peso.

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Due considerazioni

Ad ogni modo, dando per appurato che possa succedere, non si può ovviare digiunando. I motivi sono molti, ma gliene metto principalmente due: il primo riguarda il ricambio di nutrienti. Mentre alcuni nutrienti hanno dei siti di accumulo, soprattutto se sono di origine lipidica come la vitamina E o la D, altri come la vitamina C sono idrosolubili e quindi dopo un pasto vengono assorbiti, circolano nel sangue e vengono facilmente eliminati, per cui c’è bisogno di un continuo ricambio. Per questo motivo anche i digiuni (calorici) sono sempre accompagnati da supporti a questo scopo che siano integratori o succhi di varia provenienza. Secondo motivo, molto simile al primo riguarda le proteine. Se non arrivano proteine per le normali funzioni, l’organismo è costretto a prenderle dai depositi, vale a dire dai muscoli e dai vari organi. Anche il cuore, vale la pena ricordarlo, è un muscolo.

Perdita di massa magra

Questo cannibalismo muscolare serve per recuperare non solo proteine, ma anche energia. Fisiologicamente infatti, anche in condizioni di non digiuno prolungato, ma nel normale digiuno notturno, l’organismo prende l’energia dalle proteine di deposito. La mattina ci si sveglia sempre un po’ più poveri di proteine. Poco male se il digiuno è di breve entità: il muscolo si ricostruisce in breve tempo. Tuttavia un digiuno più prolungato comporta anche perdita di massa magra. Si pesa di meno magari, ma si è più grassi. Per non parlare dell’acidosi metabolica e vari altri problemi di cui sarebbe lungo parlare.

12 ottobre 2018 (modifica il 12 ottobre 2018 | 15:52)

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