Che cosa succede se la badante si ammala (anche gravemente)


Nelle case di tanti italiani c’ una figura preziosa: la badante, una donna (ma spesso anche un uomo) talvolta venuta da lontano, che gestisce i nostri anziani in condizioni di non autosufficienza. Ma che cosa succede se si ammala? La malattia per queste professioniste non pagata dall’Inps, ma totalmente a carico del datore di lavoro, quindi dalla famiglia che l’ha assunta spiega Mirko Grandi, funzionario della Filcams (www.filcams.cgil.it) ed esperto di lavoro domestico. La durata del periodo di malattia retribuito varia a seconda dell’anzianit di servizio: si va da un minimo di 8 giorni, per chi assunto da meno di sei mesi, a un massimo di 15 giorni per chi ha un contratto che dura da pi di due anni. Le famiglie devono sempre riconoscere il diritto alla salute, previsto dal contratto collettivo dice Teresa Benvenuto, segretario nazionale di Assindatcolf, associazione che rappresenta i datori di lavoro domestico in tutta Italia.

Se la badante si ammala: vademecum per le famiglie e le lavoratrici


Il certificato medico


Dolori muscolari, mal di schiena, ma anche ansia, depressione, esaurimento. Quello della badante un mestiere duro sia fisicamente, sia psicologicamente. A questo si aggiunga che la maggior parte delle persone che fa questo lavoro non giovanissima: secondo l’Istat l’et media va dai 50 ai 54 anni. Consigliamo di rispettare i riposi previsti dal contratto. Questo aiuta la lavoratrice a sopportare i ritmi dell’assistenza e la preserva da vari disturbi, compresi quelli legati allo stress. Certo, poi ci sono malattie imputabili ad altre cause ma la famiglia deve permettere alla lavoratrice di curarsi avverte Benvenuto.

Che cosa accade quando l’indennit di malattia finisce? Il datore di lavoro non pu ricorrere al licenziamento perch i collaboratori domestici hanno diritto alla conservazione del posto per un periodo che, anche in questo caso, varia a seconda dell’anzianit di servizio: 10 giorni per chi ha lavorato fino a 6 mesi, 45 giorni per chi ha un’anzianit da 6 mesi ai 2 anni, e 180 giorni quando il rapporto di lavoro dura da pi di 2 anni. In caso di particolari malattie, come quelle oncologiche, questo periodo aumenta: 15 giorni fino a 6 mesi di anzianit di servizio, 68 giorni da 5 mesi a 2 anni, 270 giorni oltre i 2 anni. Un’ulteriore difficolt nasce quando la badante convivente: oltre alla malattia pagata e alla conservazione del posto di lavoro, ha diritto a mantenere l’alloggio in casa della famiglia dalla quale stata assunta. Queste situazioni, difficili per tutti, vanno affrontate usando il buonsenso. Non si pu essere radicali, anche noi sindacati comprendiamo le problematiche del datore di lavoro e ci impegniamo a trovare soluzioni, analizzando caso per caso. Cerchiamo di capire se la lavoratrice pu trovare una sistemazione alternativa, anche perch molte volte si tratta di condizioni di salute che non prevedono la possibilit di rientro al lavoro, soprattutto se si deve svolgere una mansione cos faticosa come quella della badante. Spesso ci appoggiamo alle strutture che assistono le varie comunit etniche delle lavoratrici. Per esempio, c’ una forte solidariet in quelle peruviana ed ecuadoregna: mettono a disposizione alloggi per assistere i connazionali in difficolt. O nella rete della Chiesa Ortodossa, che aiuta le lavoratrici ucraine racconta Grandi. Per le famiglie che se lo possono permettere, e nei casi in cui le lavoratrici riescono a superare i problemi di salute, c’ poi un’altra opzione: si pu ricorrere all’assunzione di una seconda dipendente con un contratto a tempo determinato. In questo caso l’aliquota maggiore, generalmente prevista per questo tipo di contratto, non viene applicata conclude Benvenuto.

25 giugno 2019 (modifica il 25 giugno 2019 | 18:49)

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