Celesia, miracoli e sciamani



Con Anatomia del miracolo si era approssimata all’ingresso di una miniera di materia oscura e incandescente: il culto atavico della madonna dell’Arco, col suo dolore abissale e i suoi lividi, la ritualità forsennata dei fedeli e il mare magnum di una città come Napoli. A quel mondo così affascinante e esplosivo, ma anche così distante da lei, Alessandra Celesia, da valdostana emigrata a Parigi da vent’anni, si era confrontata dialogando con tre donne: Giusy, antropologa atea vissuta a un passo … Continua


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