“C’è un’Italia che ricuce”. Mattarella chiede “meno astio e più rispetto”


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ARTUR WIDAK / NURPHOTO 


Sergio Mattarella (Afp) 




C’è un’Italia che non ha paura di mostrare buoni sentimenti, un’Italia solidale e tollerante, non astiosa e rispettosa degli altri. Sergio Mattarella parla per un quarto d’ora agli italiani che stanno per incrociare i calici e brindare al 2019 ma evita l’elenco di un bilancio dolente dell’anno passato. Preferisce rivolgere lo sguardo con un briciolo di ottimismo all’anno che viene. E sprona gli italiani a un maggiore senso di comunità, perché la sicurezza si basa soprattutto su un ambiente in cui ci si rispetta.

In un discorso controcorrente, mentre media e social parlano di un’Italia  astiosa, chiusa in se stessa, guardinga e molti leader politici sbeffeggiano il buonismo, il Capo dello Stato difende proprio i  buoni sentimenti” che migliorano la società, per tutti, rendendola una comunità in cui è sicuro vivere: “la sicurezza parte da qui, da un ambiente in cui tutti si sentano rispettati e ripettino le regole del vivere comune”.

La professione di ottimismo di Mattarella non è astratta, ma si compone dei tanti esempi concreti: dall’Arsenale della pace ai tanti volontari del Terzo settore, che non deve subire “la tassa sulla bontà”, dalle forze dell’ordine che aiutano i tanti in difficoltà alle forze Armate i cui compiti non devono essere “snaturati” come qualcuno ha ipotizzato anche per tappare le buche a Roma. Ma ci sono anche tutti gli esponenti della società civile, esempi positivi delle istituzioni, modelli come il Sistema sanitario nazionale che deve restare universale dal nord al sud, i tanti giovani, come Antonio Megalizzi ucciso da un attentato terroristico, che si impegnano per un’Europa “con meno confini e più giustizia”, i cinque milioni di immigrati che lavorano, studiano e fanno sport in Italia.

La “vera sicurezza”

Ci sono esempi negativi, come gli ultras violenti, che “alimentano focolai di odio, discriminazione e teppismo” che non possono divenire modelli di vita. Ci sono aree del Paese “dove la prepotenza delle mafie si fa sentire più pesantemente e periferie urbane dove il degrado aiuta la criminalità. “Non sono ammissibili zone franche” ma “la vera sicurezza “si realizza con efficacia perseverando e garantendo i valori positivi della convivenza”. 
Ci sono molti problemi, dalla mancanza di lavoro al debito pubblico alto, dalla ridotta capacità produttiva alle infrastrutture carenti, fino alle ferite del nostro territorio. Ma questi problemi vanno risolti “con il lavoro tenace, coerente, lungimirante” che produce risultati concreti, evitando “ricette miracolistiche”.

Il richiamo sulla manovra

Mattarella riserva un inciso anche alla manovra appena approvata e spiega di averla firmata in tempi record per evitare l’esercizio provvisorio. Poi fa notare che “avere scongiurato la apertura di una procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea è un elemento che rafforza la fiducia e conferisce stabilità”. Certo l’esame da parte delle Camere è stato molto “compresso” e non c’è stato un confronto con i corpi sociali dunque ora servirà, “un’attenta verifica dei contenuti del provvedimento”. Dunque Mattarella si augura “vivamente” che il Parlamento, il Governo, i gruppi politici discutano di quanto avvenuto e soprattutto evitino nuovi tour de force simili assicurando “per il futuro condizioni adeguate di esame e di confronto”.

Tornando al tema principale, della comunità di tutti i cittadini, il Presidente indica un quadro alle sue spalle, giallo e nero, e spiega che gli è stato donato dai ragazzi del Centro di cura per l’autismo, di Verona, visitato di recente. Anche loro, la struttura che li accoglie, sono un esempio di quell’Italia che ricuce e che non lascia indietro nessuno. “Ho conosciuto in questi anni tante persone impegnate in attività di grande valore sociale; e molti luoghi straordinari dove il rapporto con gli altri non è avvertito come un limite, ma come quello che dà senso alla vita” ricorda Mattarella.

Che poi si chiede se ha ancora un senso, in tempi di social e di politici che postano foto di ogni loro attività quotidiana, fare un discorso a fine anno. E decide che in effetti merita ancora sedersi davanti alle telecamere, per rispettare la tradizione e per rispondere con calma ai cittadini, augurando loro un buon 2019. È anche questo un modo per sentirsi vicino ai cittadini, anche a fine anno, e per rispondere al loro “bisogno di unità”.
 

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Autore dell'articolo: admin