C’è una nuova risorsa per gli informatori anonimi nella pubblica amministrazione


C'è una nuova risorsa per gli informatori anonimi nella pubblica amministrazione

Gérard Launet / AltoPress / PhotoAlto
 


 Whistleblowing




Le organizzazioni non-profit Transparency International Italia e Centro Hermes per la Trasparenza e i Diritti Umani Digitali presentano oggi WhistleblowingPa, strumento informatico che consente agli enti pubblici di raccogliere segnalazioni anonime su corruzione e illeciti interni alle pubbliche amministrazioni, garantendo l’anonimato del segnalante. L’iniziativa arriva a quasi un anno dall’approvazione della legge sul whistleblowing, passata definitivamente alla Camera dei Deputati il 15 novembre del 2017 (con 357 voti, di cui 46 contrari di Forza Italia e Direzione Italia; 15 gli astenuti), che introduce l’obbligo per gli enti pubblici di dotarsi di sistemi in grado di garantire maggiore riservatezza nel processo di segnalazione e di proteggere l’identità di chi segnala.

“In Italia abbiamo più di 22 mila enti pubblici, la maggior parte dei quali di piccole dimensioni che non necessariamente hanno le risorse umane ed economiche per attivare una piattaforma informatica in maniera autonoma – ha spiegato l’esperto di whistleblowing di Transparency International Italia, Giorgio Fraschini -. Per questo abbiamo deciso offrire a tutte le pubbliche amministrazioni uno strumento facile da usare, e soprattutto a costo zero, in grado di tutelare al massimo l’identità del segnalante”.

“WhistleblowingPa si basa sul software libero e opensource Globaleaks, che continuiamo a sviluppare ormai dal 2011 e che migliaia di enti, tra cui la Corte Penale Internazionale dell’Aia, l’Autorità Anticorruzione della Catalogna e in ambito giornalistico l’Agenzia Italia con la piattaforma Italialeaks, utilizzano già per ricevere le segnalazioni – spiega il presidente del Centro Hermes, Fabio Pietrosanti -. Il vantaggio principale di questo software è la garanzia dell’anonimato tecnologico: non sarà possibile per nessuno risalire all’identità di chi segnala a meno che il whistleblower stesso non decida di rivelarlo”.

L’iniziativa arriva in un momento di costante aumento della quantità di segnalazioni anonime, come testimoniato dal terzo rapporto annuale sul Whistleblowing pubblicato dall’Autorità Nazionale Anticorruzione, che nei primi cinque mesi del 2018 ha ricevuto 621 segnalazioni, contro le 893 di tutto l’anno precedente.

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Autore dell'articolo: admin