C’è un candidato segretario in meno ma nel Pd si litiga sempre di più


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Per Matteo Richetti il congresso del Pd finisce qui: l’ex portavoce della segreteria Renzi ritira la sua candidatura a favore di quella di Maurizio Martina, con cui è pronto il “ticket”. L’annuncio arriva di buon mattino con un post su Facebook in cui Richetti spiega quanto gli costi fare questo passo, ma che lo ritiene il più giusto ai fini di preservare quell’unità del partito che la Piazza del Popolo ha chiesto all’allora segretario Martina. E a Martina, Richetti promette lealtà e assicura di mettere a disposizione il patrimonio di consensi che ha guadagnato in quasi due mesi di campagna congressuale. In cambio, il senatore emiliano chiede a Martina “radicalità e coraggio”.

Qualcuno non gradisce

L’ex segretario, già ministro dei governi Renzi e Gentiloni, risponde a stretto giro sottolineando la necessità di essere “somma e non divisione” e riconoscendo che, il gesto di Richetti, si muove proprio in questa direzione. Per questo l’endorsement di Richetti è destinato a trasformarsi in un ticket, simile a quello che vide Martina sostenere Renzi al congresso 2017.

La scelta di Richetti ha fatto subito pensare a una mossa per tagliare la strada a Nicola Zingaretti, ancora primo nei sondaggi. È la senatrice Monica Cirinnà a sottolineare che “la decisione di Matteo Richetti di andare in ticket con Maurizio Martina chiarisce tanti equivoci più che adombrati nei giorni scorsi. La storia comune come portavoce di Renzi dell’uno e di vicesegretario di Renzi dell’altro va così a riunirsi in una proposta politica in piena continuità con il renzismo del passato”.

Parole che accendono gli animi fra i renziani e non solo. Il deputato Michele Anzaldi, dopo aver ricordato che “Renzi ha vinto le primarie per due volte con la maggioranza schiacciante di quasi il 70 per cento dei votanti” invita a non trasformare il dibattito congressuale “nell’ennesima occasione per attaccare Renzi”.

C’è un piano per fermare Zingaretti?

Per l’ex vice presidente Pd, il deputato Andrea De Maria, la “logica utilizzata” da Cirinnà “non funziona più nel Partito Democratico. Se ci sono persone che uniscono le loro forze per una prospettiva comune, questo è un bene. Basta pregiudizi e basta divisioni”.

I sostenitori di Nicola Zingaretti, tuttavia, non cedono e ribadiscono la teoria del piano per fermare il governatore del Lazio: “Richetti, ex portavoce di Renzi, si ritira per fare il ticket con Martina, ex vice segretario di Renzi. A loro si aggiunge Minniti, candidato direttamente dalla corrente renziana. Ormai è chiaro, l’unico che può cambiare tutto è Nicola Zingaretti”, scrive su Twitter Stefania Gasparini, assessore di Carpi e presidente del Pd nel modenese.

Un cognome che conta

Anche l’ex ministro ed ex parlamentare europeo Pd, Luigi Berlinguer prende posizione: annunciando il suo “convinto sostegno a Nicola Zingaretti”, Berlinguer rileva come il richiamo al “Noi contro l’Io”, slogan utilizzato da Martina per il lancio della sua candidatura, “era già presente nella piattaforma congressuale del 2017”, quando Renzi e Martina si candidarono in ticket: “Un richiamo che è stato gettato alle ortiche”, conclude Berlinguer.

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Autore dell'articolo: admin