C’è troppo vandalismo: anche Obike lascia Roma? Cosa sappiamo


C'è troppo vandalismo: anche Obike lascia Roma? Cosa sappiamo

 (Afp)


 oBike, un atto di vandalismo a Roma




Obike, il servizio di condivisione di biciclette attivo in alcune grandi città italiane, avrebbe deciso di lasciare Roma e altre città italiane, secondo quanto riferiscono ad Agi alcune fonti della società.  A spingere l’azienda a fare un passo indietro sarebbero da un lato le difficoltà finanziarie che la società di Singapore sta riscontrando nel 2018, ma secondo quanto si apprende, avrebbero pesato sulla scelta anche i numerosi atti di vandalismo a danno delle bici, con una lievitazione enorme dei costi per la società. Contattata da Agi, la società per ora non ha confermato la sua scelta. 

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Obike aveva lanciato il suo servizio a Roma nel dicembre 2017. A luglio 2018 aveva annunciato il traguardo delle 4mila corse al giorno in ogni angolo della città e 230 mila utenti iscritti al servizio. Lo stesso mese però fece scalpore un video in cui si vedeva una ragazza buttare nel Tevere una bici Obike tra le risate dei suoi amici. Un gesto che causò la reazione indignata del sindaco di Roma Virginia Raggi. La ragazza fu in seguito individuata e denunciata. 

L’oramai ex manager italiano della società, Andrea Crociani, commentò in quei giorni ad Agi: “Non riesco a spiegarmi le ragioni di un gesto così insensato, noi riteniamo le biciclette condivise un arredo urbano e un bene di tutti. Sappiamo che la maggior parte delle persone vuole un servizio così. Ma questi gesti, anche se isolati, danneggiano tutti”. E il momento della conta dei danni sembra essere arrivato. In queste ore alcuni siti di stampa locale sembrano confermare che Obike si starebbe sfilando anche da Lecce e Rimini, che insieme a Torino e Ravenna sono le altre città in cui il servizio è attivo in Italia. Ma anche su questo la società non ha confermato né smentito. 

Dopo un anno appena di servizio, il numero delle bici sparite dai radar della società è enorme. Smontate, verniciate, rivendute.  Moltissime quelle inutilizzabili per via dell’assenza di sellini, sfilati dagli utenti per usare le bici come mezzo proprio impedendo agli altri l’utilizzo. Mentre in questi giorni sui social molti segnalano un aumento delle carcasse delle bici Obike abbandonate in strada, segno che forse la società non è più intenzionata a ripararle e che l’uscita dal mercato italiano avverrà così: gradualmente, fino a quando delle bici non resteranno solo carcasse abbandonate in strada, inutili anche a gesti di vandalismo.

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