Caso Siri | La replica di Salvini


Matteo Salvini

Che rapporti ha avuto il Ministero dell’Interno Matteo Salvini con l’imprenditore Paolo Arata, indagato per corruzione e intestazione fittizia di beni e presumibilmente in affari con l’imprenditore siciliano Vito Nicastri, uno dei presunti finanziatori della latitanza di Matteo Messina Denaro? Il Movimento 5 Stelle aveva chiesto in modo chiaro al leader della Lega di rispondere e il diretto interessato ha sempre tergiversato. Oggi, in piena campagna elettorale in provincia di Catania, Salvini è intervenuto sull’argomento, sminuendo ancora una volta il tutto:

L’ho incontrato soltanto una volta, quante volte lo devo dire. Occupiamoci di altro, pensiamo a lavorare tutti.

Arata non è soltanto coinvolto nell’inchiesta che vede indagato il sottosegretario Armando Siri, ma è stato anche il redattore del programma energetico della Lega ed era stato proposto da Salvini come possibile presidente dell’Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente. Possibile, quindi, che sia stata riposta tutta questa fiducia in Arata dopo un solo incontro?

Il Movimento 5 Stelle ha molti dubbi in merito e il fatto che Salvini continui a sminuire la cosa, puntando tutto sul fatto che bisogna lavorare invece di occuparsi di queste cose è ancora più grave. E così, mentre Luigi Di Maio aveva ribadito stamattina la necessità per il leader della Lega di fornire una spiegazione chiara, è stato il sottosegretario M5S agli Affari Esteri Manlio Di Stefano a mettere Salvini di fronte ai punti oscuri della vicenda:

Paolo Arata, l’imprenditore vicino a Nicastri, quest’ultimo considerato il finanziatore del boss Matteo Denaro, era stato proposto da Salvini come possibile presidente di uno dei più importanti enti del panorama energetico italiano, cioè Arera. Come mai Salvini propose proprio Arata? E Salvini come fa a dire di non conoscere bene Arata se lo ha proposto ai vertici di Arera, ha condiviso foto di Arata sui social, lo ha invitato in un convegno della Lega? Senza dimenticarci poi un altro piccolo dettaglio: Arata ha redatto il programma energetico della Lega. Salvini ha il dovere di chiarire immediatamente e di spazzare via qualsiasi ombra su questa inchiesta. Non può rimanere in silenzio in eterno difendendo ad oltranza la posizione di Siri nonostante ci sia di mezzo una indagine per corruzione dove emergono anche legami con il mondo mafioso.

Gli ha dato manforte Francesco Silvestri, vice presidente del MoVimento 5 Stelle alla Camera:

Salvini dice di aver incontrato solo una volta Arata, ma allora come spiega agli italiani che propose proprio Arata ai vertice di Arera? Come spiega ai cittadini che lasciò redigere proprio ad Arata il programma energetico della Lega? Sono solo alcune delle domande alle quali Salvini dovrebbe rispondere per spiegare che tipo di rapporto esiste tra la Lega e Arata. E dovrebbe rispondere con grande onestà a un’altra domanda: quante volte ha incontrato Arata? Sul tema stanno emergendo troppe contraddizioni che vanno chiarite immediatamente.

Non è soltanto il Movimento 5 Stelle, però, a chiedere spiegazioni a Salvini. Il leghista Roberto Maroni, ex presidente della Lombardia, ha voluto sottolineare la gravità dell’assunzione del figlio di Paolo Arata a Palazzo Chigi. In un’intervista a La Stampa, l’ex Ministro dell’Interno ha affermato:

Se il padre era il male assoluto perché avrebbe avuto rapporti con la mafia, almeno stando alle accuse della Procura, e il figlio era suo complice, allora l’assunzione del figlio ‘del male assoluto’ potrebbe essere devastante. Però non se ne parla, perché Di Maio sa bene che parlare di Giorgetti metterebbe davvero a rischio il governo.

In realtà Maroni è un po’ confuso: Luigi Di Maio e l’intero Movimento 5 Stelle ne stanno affatto ignorando la questione di Arata. Anzi, anche in queste ore hanno ribadito la richiesta di spiegazioni a Matteo Salvini e alla stessa Lega di cui Maroni fa parte.


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Autore dell'articolo: admin