Caso Siri | Di Maio all’attacco


Luigi Di Maio e il Movimento 5 Stelle hanno chiesto ormai da giorni le dimissioni di Armando Siri, il sottosegretario indagato per corruzione, ma né il diretto interessato né il leader del partito a cui fa capo, Matteo Salvini, hanno accolto quella richiesta. E non l’ha fatto neanche il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che nei giorni scorsi aveva anticipato un suo intervento prima di partire per la Cina.

Conte è già arrivato a Pechino e il faccia a faccia con Armando Siri non si è svolto. Da Palazzo Chigi avevano fatto sapere che i due si sarebbero sentiti per telefono, ma ad oggi non si hanno conferme che la chiamata si sia svolta e dallo staff di Conte non sono giunte comunicazioni ufficiali. E oggi il vicepremier Luigi Di Maio, intervistato dal Corriere della Sera, è tornato sull’argomento:

Questo attaccamento alla poltrona non lo capisco. Gli abbiamo chiesto un passo indietro. Continui a fare il senatore, non va mica per strada. Parliamo tanto di lotta ai delinquenti e quando un politico è indagato per corruzione stiamo zitti? Eh no, non funziona così. Dove è la coerenza? Certo che Conte dovrebbe spingerlo alle dimissioni. E lo farà, ne sono sicuro.

Di Maio continua a dirsi sicuro del fatto che Conte chiederà a Siri di farsi da parte, anche a costo di incrinare i rapporti con Matteo Salvini, e questo ritardo nella presa di una posizione non fa che indignare ancora di più il Movimento 5 Stelle, che è in attesa di una risposta del leader della Lega anche su un’altra figura chiave nell’inchiesta che ha coinvolto Siri, l’imprenditore Paolo Arata e l’assunzione di suo figlio a Palazzo Chigi da parte di Giorgetti:

A questo Paolo Arata che avrebbe scritto il programma sull’energia della Lega, che lo propose alla guida dell’Autorità Arera e che, per le inchieste, è il faccendiere di Vito Nicastri, vicino alla mafia. Credo che la Lega debba prendere le distanze da lui e chiarire il suo ruolo, visto che il figlio è stato assunto da Giorgetti. […] Salvini deve rispondere ai cittadini, non a noi. Noi abbiamo fatto quello che dovevamo, togliendo le deleghe a Siri.

Nonostante tutti gli attacchi degli ultimi giorni, il leader di M5S continua a rassicurare tutti sulla tenuta del governo gialloverde, spiegando di fidarsi di Matteo Salvini, “meno di chi gli sta intorno“.

Luigi Di Maio


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Autore dell'articolo: admin