Caso Ruby, morta la testimone Imane Fadil: “Mi hanno avvelenata”


La 34enne modella marocchina è morta presso l’ospedale Humanitas di Milano dove era ricoverata dal 29 gennaio

La Procura di Milano ha deciso di aprire un’inchiesta sulla morte di Imane Fadil, modella marocchina di 34 anni, deceduta il primo marzo presso l’Ospedale Humanitas di Milano dove era ricoverata dal 29 gennaio scorso. La Procura indaga su un possibile omicidio partendo da una frase che la donna ha rivolto più volte al fratello e al suo avvocato poco prima di morire: “Mi hanno avvelenata“. I magistrati stanno “lavorando su questa ipotesi” per capire per quale motivo la giovane donna sia morta al termine di un calvario apparentemente inspiegabile. Per questo motivo è stata disposta l’autopsia sul cadavere e sono stati già sentiti diversi testimoni.

La Fadil era una delle testimoni chiave nel processo ‘Ruby ter‘, inchiesta partita dalla presunta corruzione di testimoni nell’ambito del ‘Caso Ruby’ della quale è accusato Silvio Berlusconi ed altre persone a lui collegate. Secondo la Procura l’ex Presidente del Consiglio avrebbe pagato le testimoni con l’obiettivo di garantirsi delle deposizioni favorevoli, mentre Berlusconi ha sempre sostenuto di aver versato le somme di denaro per risarcire le donne coinvolte loro malgrado nello scandalo del “Bunga bunga” delle cosiddette “Cene eleganti di Arcore”.

Solo poche settimane fa la Fadil aveva chiesto di costituirsi parte civile nel Processo Ruby Ter. Sulla vicenda stava scrivendo un libro.


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Autore dell'articolo: admin