Caso De Vito | L’esponente del M5S non risponde


L’avvocato Camillo Mezzacapo si è difeso dalle accuse, De Vito si è avvalso della facoltà di non rispondere


Non ho percepito nessuna tangente, ma solo compensi per attività professionali“. Questa la difesa dell’avvocato Camillo Mezzacapo, uomo vicino all’ex Presidente della Giunta capitolina Marcello De Vito, finito come lui in manette nella giornata di ieri. Secondo le accuse formulate dalle Pm Barbara Zuin e Luigia Spinelli, De Vito e Mezzacapo avrebbero ricevuto soldi (110mila euro) dagli imprenditori Pierluigi e Claudio Toti in cambio di un interessamento per l’approvazione del progetto di riqualificazione degli ex mercati generali di Ostiense.

Secondo la versione di Mezzacapo, interrogato dal Gip, non si trattava di tangenti, bensì di compensi per la sua attività professionale: “Curavo operazioni e transazioni che si svolgono di norma nella pubblica amministrazione“. Il difensore di Mezzocapo ha spiegato che il suo assistito “ha risposto alle domande e ha chiarito ogni aspetto. Ha spiegato solo di aver svolto attività professionali che nulla avevano a che fare con l’attività politica di De Vito” e che “la Mdl non è una società cassaforte e non è in alcun modo riconducibile a Marcello De Vito“.

Per il Gip che ha firmato la richiesta di custodia cautelare quello venuto alla luce è un “grave fenomeno corruttivo che si è realizzato ai vertici di Roma Capitale, nella quale la visione “del privato e quella del pubblico funzionario solo apparentemente opposte ma in realtà uguali e convergenti“. Ed anche: “Solo un’analisi complessiva consente di apprezzare la effettiva gravità delle condotte ed il contesto relazionale estremamente articolato nel quale le stesse si realizzano Quel che appare agli occhi dell’osservatore ancor prima che del giudice è un quadro desolante in cui sia il privato che il pubblico ufficiale si ritengono centrali percependo quanto altro da sé come meramente strumentale alla realizzazione dei propri interessi e del proprio profitto il cui conseguimento essi perseguono nella piena consapevolezza della illiceità dei loro comportamenti“.

De Vito si avvale della facoltà di non rispondere

Mezzacapo parla, De Vito no: durante l’interrogatorio nel carcere di Regina Coeli, l’ex presidente del consiglio comunale di Roma si è avvalso della facoltà di non rispondere. Lo comunica il suo nuovo legale, Angelo Di Lorenzo, subentrato all’avvocato Franco Merlino, che ha rimesso l’incarico. De Vito chiederà di essere ascoltato nei prossimi giorni, poiché vuole comunque fornire la sua versione dei fatti. “Sono stato nominato due ore fa dopo la rinuncia di un collega, ci serve il tempo per organizzare una difesa compiuta. A lui – sottolinea l’avvocato Di Lorenzo – ho detto di riflettere e chiedere un nuovo interrogatorio per fare chiarezza”.


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Autore dell'articolo: admin