Casco, tuta, guanti: vestire il pilota


Tra le caratteristiche che devono avere le tute da pilota ce n’ una che spaventa: la resistenza alle fiamme libere, che dev’essere di 11 secondi. Lo standard base trasversale, applicato su tutte le categorie. Ma pi si sale, pi sono le performance richieste a questo indumento. Per esempio, la tutta fornita ai piloti della guest car della Porsche GT3 Cup pesa il doppio di quella che facciamo su misura per Fernando Alonso, la quale non supera i 600 grammi totali, ci spiega Paolo Donadei, supervisor R&D Sparco. Tra le soluzioni comfort, i sottotuta con trattamento mentolo, rinfrescanti nella calura del cockpit…

Caschi ultraleggeri e resistenti

Ricordate cosa successe a Felipe Massa nel 2009 durante le prove del GP d’Ungheria? Fu colpito in piena faccia da una molla che si era staccata dalla monoposto che lo precedeva. Ecco da allora l’omologazione per i caschi di F1, in particolar modo per la zona frontale, all’altezza della visiera, cambiata e richiede un rinforzo in un materiale ultraleggero e resistentissimo, lo zylon, a prova di proiettile. Le calotte sono invece in fibra di carbonio. Anche quello usato da noi durante la Porsche Carrera GT3 Cup aveva la calotta in carbonio, ma non il rinforzo obbligatorio per le corse monoposto e generalmente con vettura scoperte. Il peso era ridotto, intorno ai 1.400 g.

Guanti social con chek up live

Tra le innovazioni dei guanti c’ la sensibilit touch, che d al pilota la possibilit di sfogliare i moderni display senza sfilarseli e la telemetria per il controllo fisico di chi sta alla guida. Si tratta di una tecnologia sviluppata dal Global Institute e FIA, utilizzata da quest’anno, che tramite sensori innestati nelle dita del guanto verifica lo stato di salute del pilota. I dati sono letti “live” dal personale a bordo pista, medici prima di tutti.     

24 agosto 2018 (modifica il 26 agosto 2018 | 12:32)

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Autore dell'articolo: admin