Carlo Calenda, l’uomo ‘controcorrente’ che prova a riunire il Pd 


Carlo Calenda, l'uomo 'controcorrente' che prova a riunire il Pd 

 Afp


 Carlo Calenda




Dalla scelta di tesserarsi tra le fila del Pd dopo la disfatta elettorale, allo spegnere la tv invece di guardare la partita della Nazionale. E ora, quando soffia un forte vento antieuropeista, decidere di lanciare una lista unica delle forze politiche e civiche europeiste alle elezioni europee. Insomma, seguire le mode non è mai stato nell’indole di Carlo Calenda.

L’inizio della carriera politica

La sua carriera politica inizia nel 2013 con Scelta Civica: anche se non lo porta a essere eletto, l’ormai ex inquilino del ministero di Via Veneto è nel dicastero dal maggio 2013 al marzo 2016 come viceministro, prima con il governo Letta e poi con il governo Renzi, viene successivamente riconfermato da Gentiloni, come ministro, dopo una parentesi di qualche mese come rappresentante permanente dell’Italia presso l’Ue a Bruxelles.

“Quando a Bruxelles hanno fatto un po’ di battutine sull’Italia per impaurirmi, ho pensato: ‘Se vogliono uno più rissoso di me vi mando Calenda” diceva Matteo Renzi nel gennaio 2016 quando è nominato capo della Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Unione europea.

Tra i due, entrambi dotati di una personalità molto forte, il rapporto non è facile, come non lo è con il governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano sulla questione Ilva e Tap. Alla vigilia delle elezioni, però il filo che unisce Calenda al Partito Democratico, è sembrato più forte. All’ex ministro dello Sviluppo economico fare il politico non è mai piaciuto. E lo ricorda spesso quando gli si chiede se l’intenzione sia quella di scendere in campo per prendere in mano la segreteria del partito.

La sconfitta elettorale, i battibecchi con Renzi

A metà gennaio 2018 Calenda scrive con Marco Bentivogli, il segretario generale Fim Cisl, il suo manifesto repubblicano che, neanche due mesi dopo diventa una vera e propria agenda politica. Il 6 marzo 2018, l’ex inquilino del Mise passa dalle parole ai fatti e dal suo profilo twitta: “Non bisogna fare un altro partito ma lavorare per risollevare quello che c’è. Domani mi vado ad iscrivere al Pd”.

Dopo i battibecchi con Renzi dei mesi precedenti, le pressioni da parte dei suoi follower che gli chiedono di prendere posizione, Calenda lo fa e si iscrive al Pd. Una discesa in campo in netta contrapposizione con l’ex segretario dem e più aperta verso Paolo Gentiloni.

 

Con Calenda si riaccendono così le speranze di quei militanti del Pd che, dopo l’iniziale sconforto post elezioni, vedono in lui una figura nuova. Un politico che ritorna nei circoli, parla con la gente. Qualcosa che nel Pd non si vedeva da un po’ perché, mentre i Cinquestelle si prendono le piazze, i dem si riuniscono nei teatri.

Ma dopo l’entusiasmo iniziale sembrava che l’ardore di Calenda si fosse un po’ spento. Anche i suoi tweet erano diventati meno pressanti.

Ma il colpo di scena è arrivato nel pomeriggio di oggi: è proprio intorno al manifesto per la costituzione di una lista unica delle forze politiche e civiche europeiste alle elezioni europee di Calenda che il Pd torna unito. E l’annuncio non poteva che arrivare via Twitter, strumento tanto caro all’ex ministro. 

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Autore dell'articolo: admin