Cappuccetto rosso | Favola | Vietata scuola materna Barcellona


La favola di Cappuccetto rosso è stata vietata in una scuola materna pubblica di Barcellona perchè ritenuta sessista.

Vietata la favola di Cappuccetto rosso

Il mondo sta cambiando velocemente e, se da un lato, ci sono sempre più bambini che a meno di un anno giocano con tablet e smartphone, dall’altro c’è anche una grande fetta di genitori presenti e attenti che vogliono far crescere i loro bambini nel modo più giusto. L’educazione e il rispetto si imparano sin da piccoli, così come il genere e i ruoli che uomini e donne possono avere nella società… in una scuola materna di Barcellona hanno vietato la favola di Cappuccetto Rosso perché ritenuta sessista.

Le favole e le fiabe con cui siamo cresciute noi hanno come comune denominatore le donne deboli o in difficoltà che vengono salvate da uomini. Se ripercorriamo tutte le favole che ci raccontavano da bambine e facciamo attenzione alla trama, sono quasi tutte così… la prima che io mi ricordo un po’ diversa è Pocahontas, ma siamo ben lontani dagli esempi di forza, coraggio e determinazione di storie come quelle raccontate in “Storie della buonanotte per bambine ribelli”.

La Tàber, una scuola materna pubblica di Barcellona, ha deciso di ritirare alcuni volumi dalla biblioteca infantile per offrire racconti che non abbiano il solito epilogo con le donne in pericolo salvate dagli uomini. È vero che molte storie contengono stereotipi di genere ormai superati, ma è anche vero che non si può mettere tutto sotto la lente di ingrandimento degli adulti. Una storia per bambini a volte è solo quello, non è il sacro testo dal quale dipenderà tutto il resto della vita, va benissimo ampliare gli orizzonti, proporre cose nuove, libri diversi e con esempi di forza al femminile, ma non è necessario demonizzare tutto il resto.

L’educazione è fatta di esempio, di libertà e di opzioni, dobbiamo offrire ai bambini una visione variegata, una bambina può sognare di essere una principessa e voler studiare matematica, può sognare il principe azzurro e, nel frattempo, ammirare le donne di scienza.

A Barcellona secondo l’Asociación Espacio y Ocio (composta da insegnanti e genitori) il 60% dei libri per l’infanzia non vanno bene perché contengono stereotipi di genere e solo una minima parte trasmette messaggi positivi.

Foto | da Pinterest di Melissa Blickem


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Autore dell'articolo: admin