Caos Venezuela, militari aprono il fuoco: donna morta e feriti


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Le forze armate venezuelane fedeli a Maduro avrebbero sparato contro un gruppo di indigeni al confine con il Brasile uccidendo una donna e ferendo altre 15 persone. Il fuoco sarebbe stato aperto dall’esercito a un posto di blocco di indigeni Pemon a Gran Sabana, appunto alla frontiera brasiliana.

Frontiera chiusa da Maduro che ha inviato i blindati e che non lascia passare gli aiuti umanitari mentre nel paese scarseggiano anche i beni di prima necessità come il latte per i bambini. Maduro è sostenuto dal presidente russo Vladimir Putin secondo cui gli aiuti americani sono solo un pretesto per entrare nel paese e rovesciare il legittimo presidente.

Dell’uccisione della donna e del ferimento di altre 15 persone nel villaggio di Kumarakapai, lungo la strada di confine tra Venezuela e Brasile, ha parlato Americo De Grazia, deputato all’assemblea nazionale. Tre dei feriti sono ora ricoverati in condizioni gravi. I militari avrebbero sparato contro un gruppo di indigeni che si opponeva “al passaggio di una colonna di mezzi” dell’esercito, ha detto De Grazia a Tv Venezuela.

Juan Guaidò, presidente del Parlamento venezuelano che si è autoproclamato leader legittimo del paese assumendo i poteri di governo, nelle scorse ore aveva emesso un decreto per autorizzare l’ingresso degli aiuti umanitari nel Paese, per aprire insomma le frontiere. Guaidò ha parlato di “garanzie e benefici” ai membri delle forze armate che adempiranno “il mandato della Costituzione”.

Intanto secondo le Nazioni Unite sono 3,4 milioni (l’11% della popolazione) i venezuelani che hanno dovuto lasciare il paese avvolto in una crisi politica ed economica che ad oggi non vede sbocchi. Secondo la stima di Unhcr e dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) i venezuelani sono emigrati al ritmo di 5mila persone al giorno nel 2018.




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Autore dell'articolo: admin