Cancellata la tassa sulla bontà. L’Ires per gli enti non profit non sarà raddoppiata


Approvato un emendamento presentato dal PD e riformulato dalla maggioranza.

Tassa sulla bontà non profit cancellata

In Commissione Bilancio al Senato ieri è passato un emendamento con il quale, di fatto, viene cancellata la cosiddetta “tassa sulla bontà”, ossia il raddoppio dell’Ires per gli enti non profit di cui anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel corso del suo discorso di fine anno, aveva chiesto l’annullamento.

In pratica ieri è stato approvato un emendamento del PD al decreto legge Semplificazioni, riformulato dalla maggioranza. A dare la notizia è stato il senatore Antonio Misiani capogruppo del PD in Commissione Bilancio, che ha spiegato in un tweet:

“La commissione bilancio Senato ha dato il via libera con parere favorevole del governo alla riformulazione dell’emendamento Pd al dl Semplificazioni che cancella il raddoppio Ires sugli enti non commerciali previsto dalla legge di Bilancio. Una buona notizia”

Lui stesso aveva detto che il PD aveva presentato una “riformulazione di un emendamento al dl Semplificazione che corregge questa stortura inconcepibile” e si era detto fiducioso sulla possibilità di trovare un accordo per correggere l’errore che era stato condannato anche da alcuni rappresentanti del governo Conte.

Nella sua proposta il PD aveva chiesto il blocco del addoppio dell’Ires fino alla riforma del settore non profit con “misure di favore” compatibili con le regole dell’Unione europea e prevedeva anche la non cumulabilità con l’aliquota Ires agevolata sugli utili reinvestiti in beni strumentali o in nuova occupazione prevista dalla legge di Bilancio.

Con la nuova riformulazione, ora l’onere a carico del Bilancio della Stato dovrebbe risultare di 118,4 milioni per il 2019 e di 157,9 milioni dal 2020.




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Autore dell'articolo: admin