Can che abbaia non morde


can che abbaia non morde governo conte

Il governo rifà i conti tagliando cinque miliardi di spesa pubblica per evitare la procedura di infrazione europea, senza passare per una manovra correttiva. Ieri da Roma è partita la lettera di risposta dell’Italia a Bruxelles, con le rassicurazioni dell’esecutivo in merito all’adeguamento ai parametri di bilancio Ue.

Il premier Giuseppe Conte e il ministro dell’Economia Giovanni Tria dopo l’assestamento dei conti sperano che sarà evitata la procedura per deficit eccessivo e/o violazione delle regole sul debito. Un assestamento anticipato rispetto alla normale approvazione di fine giugno. Un passo decisivo per ingraziarsi la commissione Ue.

Secondo il Sole 24 Ore nel Consiglio dei ministri di ieri sera Conte e Tria hanno messo sul tavolo la loro proposta: 2 miliardi di spesa accantonati nella legge di bilancio per tagliare il deficit e altri 3,2 miliardi di maggiori entrate, non solo tributarie, previste. La base per trattare con i partner europei. “Una mossa per riequilibrare i conti 2019 senza una vera e propria manovra correttiva nel tentativo di evitare la procedura d’infrazione” spiega il Sole.

E anche se Salvini si dice sicuro che “l’Ue permetterà all’Italia di crescere e di correre: governi complici, governi ignoranti, governi fessi non ce ne sono più”, è chiaro che oggi Conte al Consiglio europeo si presenterà con una importante carta in mano per evitare l’infrazione.

Ieri l’allarme sulla tenuta dei conti pubblici era stato lanciato anche dal numero uno di Bankitalia Vicenzo Visco, in particolare sulla crescita del debito pubblico in mancanza di una robusta crescita economica.

Debito pubblico che da gennaio 2018 a gennaio 2019 ha galoppato al ritmo di circa 6 miliardi al mese, raddoppiando rispetto ai 12 mesi precedenti (portandosi a quota 71 mld), e che ad aprile ha toccato un nuovo record, aumentando di quasi 15 mld (14.8) in 30 giorni.


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Autore dell'articolo: admin