Calatino di zucchero e pietra


Siciliani a parte, non molti sanno che, con Calatino, si intende l’insieme di comuni dell’area meridionale della città metropolitana di Catania. E se, tra i comuni, il nome di Caltagirone suona familiare, quello di Palagonia, Grammichele, Vizzini risulta sconosciuto ai più. Ottimo motivo, allora, per mettersi in viaggio, e così scoprire che in questo lembo dell’isola, la dolcezza di cassatelline, mostaccioli, mostarde, cuddureddi, fa rima perfetta con la bellezza appartata di borghi e paesi. Prendete Palagonia. Lì nasce la Cuccia, di origini arabe: grano bollito cui si aggiunge miele, o mosto cotto e ricotta di pecora. Lì, la basilica rupestre di Santa Febronia, Settimo secolo, incanta lo straniero. Sulle pareti, tra il ’500 e il ’600, vennero realizzati i cicli di affreschi raffiguranti il martirio di Santa Febronia, il Peccato Originale e il Cristo Pantocratore. Saliti alcuni gradini, si entra in una sala scavata a nicchie, dove i corpi dei monaci defunti venivano lasciati essiccare. Militello barocca è Patrimonio Unesco. Uno dei suoi gioielli lo scoprirete nel santuario di Santa Maria della Stella: la pala d’altare in terracotta policroma invetriata, Natività, opera del 1487 eseguita dalla Bottega fiorentina dei Della Robbia. Su un lato della cava di Santa Maria la Vetere, nove secoli fa, fu scavata la chiesa dello Spirito Santo. I palazzi dell’aristocrazia esibiscono facciate ricche di decorazioni, portali eleganti, stanze e saloni sontuosi. Patrimonio dell’umanità meriterebbero di essere dichiarate anche le Cassatelline della zia monaca, cestini quadrati di pasta frolla con ripieno di mandorle, cioccolato, cannella, chiodi di garofano, confettura di frutta, cotta in forno. E come non citare Fasciatelli, Pipirata, mostaccioli, cannoli di ricotta, Muscardini. Dalle rovine del terremoto del 1693, nacque, per decisione del principe Carlo Maria Carafa Baranciforti, la nuova Grammichele, disegnata in forma esagonale, la stessa delle sue piazze, sei come i lati dell’esagono. Quella principale misura ottomila metri quadri. Incommensurabile è il piacere che infondono al palato l’acceddu ‘cu l’ova e i Cuddureddi ‘i meli, specialità del posto. Ricotta fresca di pecora e mostarda di fichi d’india vi daranno la giusta energia per compiere, a Vizzini, patria di Giovanni Verga, le nove tappe dell’itinerario legato alla vita e alle opere dello scrittore. Tra queste, Palazzo Verga, la Cunzirìa, la casa di Mastro Don Gesualdo, piazzetta santa Teresa, Palazzo Rubiera. Il percorso si conclude nelle sale del Museo Immaginario Verghiano. Tocco finale, ma salato, arriva dalla Patacò di Licodia Eubea, farina di cicerchia che dà una robusta polenta da gustare con i formaggi locali. Smaltirete il pasto visitando la necropoli greca di Vigna della Signora, 450 a.C. Nel 1990, dagli scavi delle sepolture, emersero le spoglie di un guerriero e del suo cavallo. Tra i resti di cibo, rinvenuti insieme a oggetti quotidiani e gioielli, nessuna traccia di cassatelle o mostaccioli. (gio. lant.)

Un pasto al sole

Trattoria Parra e Sparra

Via Vittorio Emanuele 52, Palagonia, 095 7953200, chiusa lunedì, 20/ 25 euro

Parra e Sparra è ‘la’ trattoria che, durante un viaggio, tutti speriamo di incontrare. Sulla piazza principale del paese, piccola e accogliente, proprietari molto gentili, offre un menu di schietta impronta siciliana. A farla da padrone tra i secondi è la carne, eccellente la grigliata, cui far precedere gli antipasti (bruschette, olive, formaggi, pomodori secchi) e, tra i primi, una sensazionale pasta alla Norma. Raccomandata anche la sosta aperitivo, un calice di vino accompagnato da ottimi stuzzichini.

Trattoria U’Trappittu

Via Principe Branciforte 125, Militello in Val di Catania, 095 811447, chiuso il lunedì, 25/ 30 euro

Aperta nel 1926 dentro gli ambienti dismessi di un trappittu, questo il nome siciliano del frantoio, ha conservato intatti nel tempo strumenti e attrezzature, prime fra tutti le grandi macine. Dunque si pranzo e si cena in una cornice antica che ben si addice ai piatti della tradizione: le bruschette, gli spaghetti rustici con peperoncino, olio, aglio, pomodoro fresco e pomodoro secco; le penne trappittu, a base di gamberetti, funghi freschi, prosciutto crudo; i secondi di carne e di pesce.

Il grande sonno

Militello Albergo diffuso

Corso XX Settembre, 82, Militello, 095 811885, la doppia 60 euro con prima colazione

L’albergo diffuso è un modello di accoglienza che, lentamente, si va diffondendo anche in Italia. Nel caso di Militello, farete sogni d’oro all’interno di alcuni pregevoli palazzi d’epoca del centro cittadino. Quello al civico 82 ospita otto camere, la reception, gli ambienti comuni, la sala della prima colazione e un cortile interno attrezzato dove leggere o prendere un aperitivo. Le altre camere sono dislocate in edifici che distano soltanto pochi passi. Matrimoniali e triple hanno l’affaccio dal balcone, bagno privato con doccia o vasca, aria condizionata, arredi piacevoli e funzionali. La padrona di casa si distingue per cortesia e attenzione nei confronti dei suoi ospiti. Raccomandato.

Parola di vinaio

Enoteca Le tre botti

Via Vincenzo Giuffrida, 176d, 095 2867419

Aperta nel 2015 a due passi dal centro storico, l’enoteca si è imposta come punto di riferimento per gli amanti del vino catanesi. Scelta ampia, ma con occhio molto attento a etichette e produttori. Questi gli abbinamenti delle Tre botti alle dolcezze calatinesi. Si parte dal Moscato Don Nuzzo, Cantine Gulino, 18 euro. Un euro in più consente di apprezzare le virtù dello Zibbibbo Pacènzia, Tenute Orestiadi Gibellina, perfetto compagno di dolci a base di frutta. Donnafugata propone il Ben Ryè Passito di Pantelleria, 25 euro, per meditare sulle cassatelline della zia monaca. Le Cantine Gulino sono artefici anche del Passito di Siracusa Jaraya, 26,50 euro. A firma Tasca D’Almerita la Malvasia Tenuta Capofaro Salina, 27 euro, impeccabile con la pasticceria secca. Infine il Marsala Superiore Ambra Dolce Heritage Vintage 2004, di Francesco Intorcia, 35 euro, sposo esemplare di cannoli e cassate.

Fatti a mano

Pasticceria Roccella

Piazza Papa Giovanni XXIII 7, Grammichele, 0933 1903416

Mantenete la calma, anche se, lo comprendiamo, può risultare difficile. Certo, i dolci di Roccella sono un trionfo dell’artigianalità locale, rappresentata qui da quattro fratelli, eredi della maestria e della passione paterne. Ma a casa, tutto non si può portare. Dunque occorre scegliere, cominciando dai biscotti: alla frutta candita, mandorla e pistacchio, cocco e mandorla, gli Nzuddi aromatizzati arancia e cannella, il cornetto di mandorla. Poi la frutta di marzapane, i cannoli, la cassatella di ricotta, la torta Sciuri di Sicilia, la cassata siciliana, la torta settestrati di bontà al pistacchio, i torroncini. A proposito: le delizie della casa si possono acquistare anche sul sito. Più calmi, adesso?

Sagre profane

Grammichele, maggio, Sagra del pane e dei dolci; settembre, Sagra della salsiccia, prodotto tradizionale della cittadina, e Fiera dei Sapori. Licodia Eubea, settembre, Festa dell’Uva da tavola e Festa dei Sapori; dicembre, Festa della Patacò e dei prodotti tipici. Militello Val di Catania, ottobre, Sagra della Mostarda e del Fico d’India. Palagonia, 12 dicembre, Festa di Santa Lucia, i bambini accendono gli usi (falò) e si mangia la cuccìa. Vizzini, aprile, Festa dei Sapori e Saperi, Sagra della Ricotta. Sempre a Vizzini, dal 1972, ultima settimana di agosto/ primi di settembre, si svolgono Le Verghiane. La rassegna ospita spettacoli teatrali dalle novelle di Verga, concerti, mostre, degustazioni di prodotti tipici.

Info

Pro Loco di Grammichele, 0933 859222. Ufficio Turistico di Licodia Eubea, 0933 801 917. Pro Loco di Militello in Val di Catania, 095 656. 682. Pro Loco di Palagonia, 095 795 6474. Ufficio Turistico di Vizzini, 0933 1937319.


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Autore dell'articolo: admin