Bronchite cronica ed enfisema? Ecco la cura «chirurgica»


Ci potrebbe essere una nuova cura per pazienti in cerca di respiro. Una cura «chirurgica». Parliamo di persone con bronchiti croniche gravi o enfisema polmonare: pazienti con diagnosi di Bpco, la cosiddetta broncopneumatia cronico ostruttiva (secondo le astruse definizioni dei medici che così hanno chiamato queste malattie, bronchite cronica ed enfisema, appunto, caratterizzate principalmente dalla difficoltà di respiro e dal restringimento delle vie aeree, accompagnate da una facilità di infezioni). Parliamo, dunque, di pazienti che non hanno trovato beneficio dai farmaci oggi a disposizione (peraltro efficaci nella stragrande maggioranza dei casi), ma che hanno un grave problema: non riescono comunque a respirare.

Denervazione

La nuova cura si chiama «denervazione nervosa». Consiste nel «fulminare» e distruggere certi nervi che stanno attorno ai bronchi e che ne provocano il restringimento. In parole povere: se distruggo questi nervi faccio sì che i bronchi si dilatino e favoriscano il passaggio verso l’esterno dell’aria intrappolata nei polmoni e l’ingresso di nuova area che permette all’organismo di ricever ossigeno, indispensabile per le sue funzioni. Quello che vogliono fare tutte le terapie. Perché la Bpco è questo: un’impossibilità per l’aria di circolare liberamente nei polmoni. Le sperimentazioni sulla nuova tecnica di denervazione sono state presentate al congresso dell’European Respiratory Society (ERS) in corso a Parigi: si tratta di una ricerca (Airflow2) coordinata dall’University Medical Center di Groningen, in Olanda.

Meno ricoveri

«Grazie a questa chirurgia siamo in grado di ridurre i sintomi della malattia cronica polmonare, come la mancanza di respiro, le riacutizzazioni della malattia, le infezioni sovrapposte e i ricoveri in ospedale anche in pazienti sottoposti a un trattamento farmacologico aggressivo – ha commentato Dirk-Jan Slebos dell’University Medical Center di Groningen -. E abbiamo migliorato la vita di questi malati». Come si mette in atto questa nuova procedura? Ecco qualche dettaglio. Un broncoscopio (un tubo flessibile) viene introdotto nei bronchi, ha con sé un palloncino che, grazie a un sistema con radiofrequenze, può distruggere le fibre nervose che sono responsabili della contrazione dei muscoli che stanno attorno ai bronchi. Queste fibre nervose fanno parte del sistema nervoso colinergico che, appunto, regola queste funzioni. «Questi risultati – ha commentato Slebos – suggeriscono che la denervazione può rappresentare un trattamento aggiuntivo ai casi più difficili di broncopneumopatia cronico-ostruttiva che comunque non hanno avuto beneficio dai farmaci». Trovare nuove soluzioni terapeutiche per la Bpco non è cosa da poco: oltre trecento milioni di persone soffrono di questa patologia nel mondo, compreso il 4-10 per cento degli adulti nella Comunità Europea.

Farmaci

I farmaci oggi disponibili fanno la loro parte nel controllare la malattia, con successo, anche nella vita quotidiana, quella che gli esperti chiamano real life. Gli ultimi dati presentati a Parigi (che hanno avuto una grande eco a livello scientifico e mediatico) confermano che certe medicine, spesso in associazione, come quella tra due farmaci come il tiotropio/olaterolo, usati con apposito inalatore, non solo assicurano una buona qualità di vita dei pazienti, ma garantiscono loro di svolgere attività fisica che è fondamentale per il benessere delle persone. Insomma farmaci e, ora, la chirurgia, stanno cercando di rendere la vita del paziente con broncopneumopatia cronico ostruttiva (la famigerata Bpco) meno pesante nella vita quotidiana. E allontanare il rischio di mortalità per queste malattie. Che è alto. Molto alto. Le broncopneumopatie cronico-ostruttive interessano 250 milioni di persone nel mondo e nel 2015 ne sono morte oltre tre milioni.

18 settembre 2018 (modifica il 18 settembre 2018 | 10:31)

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Autore dell'articolo: admin