Brexit, Donald Tusk apre ad una estensione di due anni


All’indomani della bocciatura di una Brexit senza accordo da parte della Camera dei Comuni, oggi i deputati torneranno al voto per chiedere all’Unione Europea una proroga sull’avvio della Brexit, un’estensione temporale che potrebbe andare da qualche mese fino ad un massimo di due anni. E se fino a ieri dall’UE non erano arrivati segnali positivi in questo senso, oggi il Presidente del Consiglio UE Donald Tusk ha aperto alla possibilità di un’estensione lunga.

Via Twitter Tusk ha annunciato di voler chiedere ai leader dei 27 Paesi UE – è necessaria l’unanimità – di essere aperti alla possibilità di posticipare l’avvio della Brexit fino a due anni, così da dare al Regno Unito più tempo per ripensare ad una nuova strategia, tentare di raggiungere un nuovo accordo, cambiare il governo o indire un nuovo referendum.

Dal Regno Unito, però, sembrano avere comunque fretta di andarsene e il governo di Theresa May non vuole neanche sentir parlare di un secondo referendum sulla Brexit. Dopo il voto di stasera, sono due le possibilità al vaglio dell’esecutivo di May, a seconda di come andrà la nuova votazione già anticipata dalla premier.

May, infatti, è intenzionata a chiedere alla Camera dei Comuni di esprimersi per una terza volta sull’accordo raggiunto con l’UE, già bocciato due volte. Se – e ad oggi si tratta di un’ipotesi piuttosto remota – i deputati decideranno di accettare quell’accordo, sarà sufficiente chiedere all’UE un’estensione di poche settimane, fino al 30 giugno 2019. Se, al contrario, i deputati bocceranno l’accordo per la terza volta, sarà necessario chiedere un’estensione più lunga, anche se questo significherebbe permettere al Regno Unito di prendere parte alle elezioni europee del prossimo maggio.

Il voto di oggi, intanto, resta in programma. I deputati si esprimeranno sulla possibilità di chiedere un’estensione e già da domani, in caso di esito positivo, Theresa May inizierà l’organizzazione della terza votazione sull’accordo, andando a bussare alla porta di tutti i deputati per vedere quante possibilità ci sono di far passare quell’accordo svantaggiosissimo per il Regno Unito.

Non è chiaro quando potrebbe tenersi questa terza votazione, ma si dovrebbe svolgere prima del 20 marzo prossimo, il giorno precedente al nuovo summit dell’Unione Europea.




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Autore dell'articolo: admin