Brexit, Comuni bocciano 4 alternative


2 aprile 2019 – La Camera dei Comuni inglese ha bocciato nei voti indicativi espressi ieri le ipotesi di nuova consultazione popolare o di un’uscita più soft di Londra dall’Ue: le 4 opzioni alternative non hanno trovato una maggioranza in parlamento tra l’esultanza dei brexiteer.

Le quattro alternative erano composte da due ipotesi di Brexit più soft (una prevedeva la permanenza del Regno Unito nell’unione doganale, l’altra in un mercato unico 2.0), dalla proposta di un secondo referendum popolare e da quella di una revoca dell’articolo 50 come alternativa al no deal. A questo punto l’hard Brexit, l’uscita senza accordo di Londra dall’Unione europea, sembra sempre più difficile da scongiurare, è “quasi inevitabile” ha commentato il referente per la Brexit del Parlamento Ue, Guy Verhofstadt.

“Mercoledì il Regno Unito ha l’ultima possibilità di uscire dall’impasse o dovrà affrontare l’abisso” ha scritto Verhofstadt su Twitter.

Lunedì il parlamento potrà votare ancora sull’opzione di Brexit soft che prevede la permanenza di Londra nell’unione doganale: delle quattro alternative bocciate ieri è stata quella più vicina alla maggioranza con 273 voti contro 276. La battagliera premier Theresa May intende giocarsi le carte a disposizione fino all’ultima mano.

Il suo ministro per la Brexit, Stephen Barclay, è tornato a chiedere un quarto voto sull’accordo tra il governo inglese e l’Ue dopo la bocciatura dei voti indicativi dei Comuni, sulla base del fatto che la stessa Camera bassa del parlamento inglese in passato ha votato a maggioranza contro il no deal che, in mancanza di intese, scatterebbe tra 10 giorni esatti, 12 aprile.

Brexit, accordo bocciato per la terza volta

30 marzo 2019 – Theresa May non si arrende all’ipotesi no deal. Dopo aver incassato il terzo voto contrario della Camera dei Comuni all’accordo da lei stretto con Bruxelles per l’uscita di Londra dall’Ue, la premier starebbe valutando di chiedere un quarto voto.

Ieri il Parlamento ha bocciato l’accordo nonostante May avesse promesso di dimettersi in caso di voto favorevole. Da Downing Street nelle ultime ore è trapelato che dopo i voti indicativi previsti per lunedì alla Camera dei Comuni su una serie di opzioni alternative, May potrebbe proporre un “ballottaggio” tra il suo piano di uscita e l’ipotesi che sarà più votata lunedì prossimo.

Brexit, accordo ancora bocciato. Consiglio straordinario UE

29 marzo 2019 – La Camera dei Comuni britannica ha bocciato ancora una volta, la terza, l’accordo che la Premier Theresa May ha proposto per la Brexit dopo essersi consultata con l’UE. 344 sono stati i no, solo 286 i sì, quindi una maggioranza più ampia di quanto ci si aspettasse.

Proprio oggi, 29 marzo 2019, era la data utile per la Brexit, ora c’è il rischio dell’uscita senza accordo il 12 aprile, ma intanto l’UE ha subito convocato un Consiglio straordinario a cui saranno chiamati a partecipare i rappresentanti di tutti i 28 Paesi, inclusa Theresa May.

Prima del voto Theresa May è intervenuta e ha parlato davanti alla Camera dei Comuni dicendo che non accettare l’accordo significa fare un salto nel buio, accettandolo, invece, la Gran Bretagna sarebbe uscita dall’Ue il 22 maggio, nel rispetto del risultato del referendum.


Secondo May non c’è spazio per negoziare un altro accordo, ma il leader laburista Jeremy Corbyn ha detto che l’accordo si farà quando lei si sarà dimessa e deve dimettersi subito, non a data da destinarsi come ha fatto intendere nei giorni scorsi.

Per l’UE è molto importante capire se l’uscita della Gran Bretagna avverrà prima delle elezioni del 26 maggio, altrimenti c’è il rischio che anche i britannici siano chiamati a votare per un’istituzione che stanno abbandonando.




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Autore dell'articolo: admin