Brasile, nata una bambina grazie all’utero di una donatrice deceduta


Festegger tra pochi giorni il suo primo anno di vita la bambina nata a San Paolo, in Brasile, il 15 dicembre del 2017 da un utero trapiantato da una donatrice deceduta. Lo straordinario risultato stato reso noto dalla rivista scientifica Lancet. Si tratta della prima nascita avvenuta grazie ad un trapianto di utero da donatrice deceduta. I dieci tentativi precedenti da donatrice deceduta si erano conclusi con aborti spontanei.

I precedenti con donatrice vivente

Si tratta del dodicesimo neonato venuto al mondo dal 2014 a oggi grazie al trapianto di utero, ma in tutti i casi precedenti si trattato di trapianto di donatrici viventi, in genere madri o parenti stretti della ricevente. Dal 2011 sono proseguiti tentativi di donazione da cadavere, dagli Stati Uniti alla Turchia alla Repubblica Ceca, tutti per falliti.

Ls donna nata senza utero

La delicata operazione di trapianto, durata 10 ore, era avvenuta nel 2016. La mamma della piccola, 32 anni, era nata senza utero perch affetta dalla sindrome di Mayer-Rokitansky-Kuster-Hauser, condizione congenita caratterizzata dall’assenza o incompletezza di utero e vagina che interessa circa una donna su 5.000. Per lei era impossibile avere un figlio in modo naturale: l’unica opzione era la maternit surrogata o l’adozione. Poi per si affacciata la possibilit di una donazione di utero.

La procedura

La donna, con ovaie perfettamente funzionanti, si prima sottoposta al prelievo di ovociti poi fecondati in vitro con gli spermatozoi del marito. Il nuovo utero non poteva infatti essere collegato alle ovaie ed era quindi impossibile procedere con una fecondazione naturale. Con la fecondazione in vitro sono stati creati otto embrioni che poi sono stati congelati. L’attesa di una donatrice compatibile durata cinque mesi. A donare l’utero stata una madre di 45 anni, madre di tre figli, deceduta per ictus. L’intervento ha comportato il trapianto non solo dell’utero, ma anche di molti vasi sanguigni che lo irrorano, rendendo molto complessa l’operazione.

Le prime mestruazioni, la gravidanza e il parto

Trentasette giorni dopo il trapianto la donna ha avuto le sue prime mestruazioni e dopo sette mesi i medici hanno trasferito nell’utero uno degli embrioni crioconservati. La gravidanza proseguita in modo regolare e la piccola nata con parto cesareo programmato alla 35 settimana. Durante il cesareo stato rimosso anche l’utero trapiantato. La neo mamma, da quando le stato trapiantato l’utero fino alla rimozione dell’organo ha dovuto seguire una rigida terapia a base di farmaci immunosoppressori per ridurre il rischio di rigetto.

5 dicembre 2018 (modifica il 5 dicembre 2018 | 09:53)

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Autore dell'articolo: admin