Bosch, il futuro è nelle connessioni


Berlino La vecchia stazione dei treni ora adibita a spazio culturale per eventi e manifestazioni. Un luogo che ora accoglie il futuro senza confini geografici disegnato dalla rete. Fuori un grande cartello con scritto Bosch CennectedWorld 2019. Siamo entrati in una nuova era, anche noi ci togliamo la cravatta perch cominciata la trasformazione e Bosch ne fa parte.

Si presenta cos davanti a 5.000 persone, per lo pi manager e giornalisti, Volkmar Denner, dal 2012 CEO di Bosch. solamente la 6 edizione, ma il Bosch ConnectedWorld gi diventato uno dei principali eventi a livello mondiale dedicati all’Internet of Things. Programmatori, collaboratori di start-up e progettisti tutti impegnati nello sviluppo di nuove idee per trovare soluzioni connesse per la vita di tutti i giorni: la mobilit, la produzione e la logistica. Il tutto con l’attenzione alla qualit della vita, lo spazio e il tempo, le vere ricchezze del terzo millennio.

Tanti i temi trattati nella full immersion berlinese. Si va dallo sharing dei mezzi di trasporto all’E-Shattle autonomo che condivide i tragitti delle diverse persone attraverso un’intelligenza artificiale. Lo scopo una maggiore libert di movimento, un risparmio energetico oltre a meno traffico e inquinamento. Si passa poi dalla guida autonoma a livello 5 (il massimo), che da luglio 2019 verr applicata ai taxi-drive nella baia americana di San Jos in California, alla comunicazione vehicle-to-everything (V2X) attraverso una centralina di connettivit in grado di comunicare utilizzando tutte le tecnologie di trasmissione basate sul Wi-Fi o la rete mobile.

Nel 2020 si prevedono 20mila miliardi di connessioni ai vari device. Poco avremo e tanto condivideremo per limitare lo spreco di tempo e energia. Ecco che prestissimo non avremo pi in tasca le chiavi dell’auto (odiate dal 65% dei tedeschi, ma non solo loro), e sar un’altra spallata all’auto di propriet, perch la chiave digitale nel telefonino ci permetter di aprire porte, accendere i motori e condividere il veicolo pi liberamente. Il dialogo e la connessione con il sistema urbano ci permetter di percorrere la strada pi sgombra, trovare un parcheggio libero con il sistema satellitare o un punto di rifornimento che ci sta aspettando. Gi oggi spendiamo — per non dire: sprechiamo — mediamente 55 minuti al giorno nel traffico: con il nuovo ecosistema di mobilit, questo tempo si dimezzer.

Ecco tutta una serie di soluzione integrate di ricarica e navigazione convenience chargin per i veicoli elettrici, per pianificare il viaggio e le ricariche attraverso la geolocalizzazione. I veicoli che ne sono dotati saranno in grado di comunicare tra loro oltre che con l’ambiente esterno, indipendentemente dalla casa produttrice del veicolo o dal Paese in cui sono utilizzati. Le nostre citt si affideranno a centraline, sensori, telecamere e un ampio sistema di monitoraggio con unit compatte (posizionate per esempio sui pali della luce o presso le fermate degli autobus) che misureranno gli inquinanti atmosferici. I particolati e l’ossido di azoto, la temperatura, la pressione e l’umidit. In tempo reale . Per poi compilare mappe della qualit dell’aria, utili per la pianificazione e la gestione del traffico urbano.

Il primo esempio pratico stato il nodo stradale di Stoccarda. Michael Bolle, responsabile della area tecnica e digitale di Bosch, spiega che in questa trasformazione epocale Bosch diventer un concorrente di Apple e di Google. La principale differenza che Apple e Google stanno passando da internet ai servizi, mentre Bosch fa l’opposto, passando dall’hardware al software. Forse non tutti sanno che Bosch leader nella produzione dei MEMS (Micro Electro-Mechanical Systems), microscopici chip che stanno consentendo di rendere la nanotecnologia una realt. Dispositivi riconosciuti come una delle tecnologie pi promettenti del XXI secolo, capaci di rivoluzionare sia il mondo industriale, sia quello dei prodotti di largo consumo. I microsistemi elettromeccanici non sono altro che un insieme di dispositivi di varia natura (meccanici, elettrici ed elettronici) integrati in forma altamente miniaturizzata su uno stesso piano di materiale semiconduttore come il silicio. Si tratta di sistemi intelligenti che abbinano funzioni elettroniche, di gestione dei fluidi, ottiche, biologiche, chimiche e meccaniche in uno spazio ridottissimo, integrando la tecnologia dei sensori e degli attuatori e le pi diverse funzioni di gestione dei processi.

Tornando sulla rete e sulla trasmissione di informazioni, tutto verr aggiornato in tempo reale. Pensiamo ad esempio a un’auto che ha un ciclo di vita medio di 15 anni, automaticamente ricever aggiornamenti software del cloud. Riceveranno un’assistenza rapida e dialogheranno con l’intelligenza artificiale dei robot autonomi. Nel giro dei prossimi 2/3 anni si prevedono 125 milioni di auto connesse alla rete. Attraverso il software SOTA (Software Over The Air) si eseguir la diagnosi del car sharing e vari servizi dialogando direttamente con il cloud. Il computer diventer una sorta di angelo protettore, e visto che il 94% degli incidenti causa di errori umani o distrazioni (fonte NHTSA) l’obiettivo ridurre del 40 il rischio con il computer.

E in Italia? Ognuno deve dare il suo contributo per un obiettivo comune — sottolinea Gabriele Allievi, amministratore delegato di Bosch Italia —. Le nostre citt sono all’et della pietra digitalmente parlando e ora sono al collasso con la gestione del traffico e degli spazi. Bisogna condividere pi dati possibile per conoscere i nostri centri urbani e viverli nella maniera migliore grazie all’evoluzione degli algoritmi per la gestione dl traffico. Un esempio la municipalit di Londra che mette online tutti i dati. Un’azienda come la nostra attratta a lavorare con loro. In Italia ci sono poche citt smart, pi virtuose nel passaggio alla digitalizzazione come Milano, Torino e Trento. In linea di massima le citt di medie dimensioni sono pi intraprendenti, ma anche Napoli molto attiva. In conclusione, come lo vede il futuro? Io ho due pensieri, associare i brand Bosch con l’internet delle cose e operare in efficienza con i nostri partner per cambiare la cultura. Si deve lavorare molto in consorzi per cercare di aggregare i dati, perch questi progetti funzionano solo se si hanno molti dati da analizzare. Unire le forze a discapito della privacy? Bosch, a differenza di altri competitor a livello digitale, ha una policy diversa, non vogliamo i dati dei nostri clienti, rispettiamo sempre la privacy.

13 giugno 2019 (modifica il 13 giugno 2019 | 17:19)

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Autore dell'articolo: admin