Boom del noleggio a lungo termine «Interessa sempre di più i privati»


Dalla propriet al noleggio: la tendenza, nel mondo dei veicoli, si sta consolidando anno dopo anno. Oggi la flotta della smart mobility, in noleggio o in sharing sulle strade italiane, ha superato quota un milione: ogni giorno per ragioni di business e turismo oltre 900.000 persone utilizzano i servizi del noleggio a lungo termine, 130.000 quelli del noleggio a breve termine e 33.000 il car sharing.

Tuttavia – commenta Massimiliano Archiapatti, presidente di Aniasa, l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilit, in occasione del lancio del nuovo rapporto — l’incertezza economica e le frizioni politiche, sommate alle antiquate normative in tema di mobilit e ad alcuni inefficaci recenti interventi (su tutti la normativa bonus-malus ed il prolungamento della penalizzazione fiscale per l’auto aziendale), stanno di fatto rallentando il trend, che presenta ricadute virtuose in termini di sostenibilit ambientale e sicurezza, oltre a costituire un volano per lo sviluppo economico e turistico del nostro Paese. Il noleggio si conferma cartina di tornasole del quadro economico e del livello di fiducia del Paese, nonch pilastro del settore automotive (un’auto immatricolata su 4 a noleggio) che costituisce l’11,1% del pil e il 16,6% del gettito fiscale.

Le scelte di 77.000 aziende di ogni dimensione e di 2.900 pubbliche amministrazioni che si affidano al noleggio long term, cui si aggiungono nel 2018 i 5,3 milioni di contratti per esigenze di breve termine e i 12 milioni di noleggi del car sharing, testimoniano i vantaggi della formula ormai entrata a far parte dello stile di vita di molti italiani. Senza contare la grande novit del mercato: il noleggio a lungo termine ha raggiunto i privati, automobilisti (senza partita Iva) che scelgono di rinunciare stabilmente all’acquisto dell’auto. Dai 25.000 contratti targati 2017, questo canale arrivato a 40.000 a fine 2018 e al termine di quest’anno si prevede superer quota 50.000.

Boom del noleggio a lungo termine

Il 2018 stato un anno di ulteriore crescita e di consolidamento per il vehicle sharing: cresciuto il numero di iscritti, ormai prossimo a quota 1 milione e 800mila. A fronte di una flotta stabile a 6.600 unit, il numero di noleggi salito di circa il 27% rispetto al 2017, raggiungendo quasi i 12 milioni di contratti. Milano e Roma si confermano regine dell’auto condivisa con 9,5 milioni di noleggi, oltre l’80% del totale. Oggi ci si affida allo sharing per necessit di lavoro o ricreative, tutti i giorni della settimana e nelle diverse fasce orarie, con un picco di utilizzo nella fascia pre-serale (16-19).

L’utilizzatore medio uomo (63% del totale, ma si registra un progressivo aumento del pubblico femminile) e ha poco pi di 35 anni. La diffusione della mobilit a noleggio produce immediati benefici per la sicurezza sulle nostre strade grazie a veicoli di ultima generazione – correttamente manutenuti e spesso dotati di avanzati sistemi di assistenza alla guida – con un impatto concreto in termini di sostenibilit ambientale. Le vetture in locazione (tutte Euro 6) oggi possono contare su emissioni decisamente ridotte rispetto a quelle del parco circolante nazionale, tra i pi anziani d’Europa: meno della met (se a benzina) e due terzi (se diesel) in meno di monossido di carbonio, il 50% in meno di ossido di azoto e -70% di emissioni di idrocarburi incombusti.

Boom del noleggio a lungo termine

Un italiano su tre guida gi oggi un’auto connessa e oltre la met intende dotarsene. Il 60% degli automobilisti disposto a condividere i dati del veicolo (ma non quelli personali del telefono) per servizi che possano aumentare la sicurezza personale e dell’auto, come la localizzazione in caso di emergenza o furto, la diagnostica da remoto e la manutenzione predittiva. Persistono timori su possibili accessi ai dati, violazioni della privacy o hackeraggio del veicolo Sono queste le principali evidenze che emergono dalla ricerca L’auto connessa…vista da chi guida. Il ruolo ed i rischi dei dati nell’industria dell’auto, condotta da Aniasa con la societ di consulenza strategica Bain & Company.

Gli automobilisti si dimostrano molto pragmatici e sono ben disposti a condividere dati che portino benefici pratici e tangibili, come l’assistenza stradale, la manutenzione predittiva, la riduzione dei premi assicurativi, la diagnostica remota del veicolo. In tutti questi casi un 50% abbastanza disposto e un 20-30% molto disposto alla condivisione. Il discorso cambia quando si tratta dei dati afferenti la sfera personale, come i dati del telefono/rubrica o i dettagli dell’infotainment, vero tab per qualsiasi forma di condivisione.

Oltre il 70% ritiene, inoltre, che i propri dati debbano essere accessibili solo per un determinato lasso di tempo. I principali timori che si celano dietro questa richiesta riguardano diversi aspetti: non chiaro chi ne entri in possesso (75% del campione), l’auto potrebbe essere hacherata (54%), privacy a rischio (43%). Ben 7 su 10 ritengono che la legislazione attuale non sia sufficiente a tutelare la privacy dei consumatori.

13 maggio 2019 (modifica il 13 maggio 2019 | 16:54)

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