Bomba carta contro la Lega ad Ala, in Trentino, dove è atteso Salvini


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Francesco Fotia / AGF 


 Matteo Salvini




Attentato dimostrativo davanti alla sede della Lega ad Ala, località del Trentino meridionale dove questa sera, sabato 13 ottobre, il leader del Carroccio, Matteo Salvini, terrà un comizio. Secondo le prime indiscrezioni è esploso un ordigno rudimentale, una bomba carta. Gli inquirenti avrebbero fermato alcune persone.

La vetrina della sede è stata mandata in frantumi dalla deflagrazione. Davanti alla sede è stata tracciata sul pavimento la scritta “ancora fischia il vento”. Non si registrano danni a persone. Gli abitanti della zona, svegliate di soprassalto alle 2 di notte, hanno immediatamente lanciato l’allarme.

“Prima erano scritte spray, odiose ma innocue, poi proiettili e bossoli inviati con lettere, inquietanti ma innocui, poi gli assalti a banchetti e gazebo, questi meno innocui, con militanti finiti anche al pronto soccorso. Adesso siamo arrivati agli ordigni esplosivi. Tre in tre mesi” dice Roberto Calderoli, vice presidente del Senato. Altri ordigni, ricorda, sono stati fatti esplodere “a luglio nella nostra sede trevigiana di Villorba, a settembre in quella di Cremona, questa notte una bomba carta che ha devastato la nostra sede ad Ala in Trentino dove oggi è atteso Matteo Salvini. Parliamo di bombe, qualcuno se ne rende conto? Tre bombe in tre mesi. E per fortuna non c’è scappato il morto, non ancora”.

L’esponente della Lega auspica “la massima severità con i responsabili di questi attentati alle nostre sedi perché chi fa esplodere le bombe non è un oppositore politico ma è un terrorista e come tale va trattato, sbattendolo in galera per molti anni. Serve la galera per i terroristi e la chiusura di quei luoghi, penso ad alcuni centri sociali, che rappresentano il terreno fertile dove crescono la violenza e il terrorismo. Ma serve anche uno stop ai tanti cattivi maestri che stanno predicando l’odio nei giovani, negli studenti, che poi vanno in piazza a bruciare i fantocci di Salvini come accaduto ieri a Torino o ad appendere manifesti che inneggiano al ritorno delle Br come accaduto nelle ultime settimane prima a Torino e poi a Milano. Non sottovalutiamo questi episodi, dobbiamo subito agire per impedire un ritorno del terrorismo, un ritorno degli anni di piombo. Ma intanto fermiamo le bombe, prima che ci scappi il morto”, conclude.

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