Bimba nasce con la gemella-parassita nell’addome: operata ora sta bene


Una bambina è nata con la sua sorella gemella parassita , non formata, ma ancora in crescita, con il cordone ombelicale attaccato al suo intestino. La piccola Izmara è nata il 22 febbraio a Barranquilla, in Colombia e il giorno dopo la sua nascita è stata operata per asportare l’altro feto che aveva braccia e gambe, ma era senza cuore e cervello.

La scoperta

Si è trattato di un caso estremamente raro di «fetus in fetu», condizione descritta per la prima volta nel 1808. Da allora si sono contati un centinaio di casi, quasi tutti scoperti alla nascita. Questa volta è stato l’ostetrico della mamma a notare qualcosa di anomalo durante l’ecografia in 3D alla 35° settimana. Inizialmente si era pensato a una cisti epatica, poi grazie a un Color Doppler che ha mostrato un’immagine multicolore dei vasi sanguigni, i medici hanno capito che non si trattava di una cisti al fegato, ma di un altro piccolo feto con il proprio cordone ombelicale: un caso di «fetus in fetu» appunto.

L’intervento

La donna è stata sottoposta a taglio cesareo alla 37° settimana perché il gemello stava crescendo rapidamente e rischiava di danneggiare gli organi interni della piccola. Poche ore dopo la sua nascita, Izmara è stata operata per rimuovere il suo gemello di 45 millimetri e dal peso di 14 grammi, che è morto appena il suo cordone ombelicale è stato reciso. «Era come se Itzmara fosse incinta di sua sorella» ha commentato il dottor Miguel Parra-Saaveda che l’ha operata. Ora la bambina, a un mese dall’intervento, gode di ottima salute.

I rischi

«Inizialmente abbiamo deciso di far portare avanti la gravidanza il più a lungo possibile per evitare tutti i rischi che comporta una nascita prematura. Ma nelle ultime due settimane il gemello era cresciuto del 20-30%, in modo sorprendentemente rapido, e la situazione stava minacciando la salute di Itzamara» hanno spiegato i medici. Il feto, senza testa e senza cuore, è morto appena è stato staccato il suo cordone ombelicale, ma è stato necessario per far vivere la sorella Itzmara.

«Fetus in fetu»

I gemelli «fetus in fetu» di verificano a causa di una divisione cellulare tardiva, il che significa che i gemelli non si separano completamente: uno si collega alla madre attraverso la placenta, l’altro, più piccolo, si collega ai vasi del gemello. Mentre il gemello più grande cresce, il gemello più piccolo viene assorbito nell’addome. Il «feto incluso» è piccolo e malformato: in genere è provvisto di una colonna vertebrale, presenta arti inferiori e superiori abbozzati e, nonostante la comune assenza di encefalo e cuore, l’organizzazione degli organi è simile a quelli degli individui sani

21 marzo 2019 (modifica il 21 marzo 2019 | 15:23)

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Autore dell'articolo: admin