“Biagi era uomo del dialogo. Br sconfitte”


Domani, 19 marzo, ricorrerà il 17esimo anniversario dall’omicidio di Marco Biagi, il giuslavorista ucciso dalle Nuove Brigate Rosse con 6 colpi di pistola. È di pochi giorni fa la notizia che uno dei brigatisti condannati, Simone Boccaccini, ha chiesto che gli venga riconosciuto il vincolo della continuazione tra la condanna a 21 anni per l’assassinio di Biagi, decisa dal Tribunale di Bologna, e quella a 5 anni ed 8 mesi per banda armata, decisa dal Tribunale di Roma.

L’accoglimento della richiesta comporterebbe uno sconto di pena per Boccaccini. Al di là delle considerazioni giuridiche che spettano alla Corte di Assise di Appello di Bologna, la notizia ha riacceso il dolore della famiglia Biagi. Suo figlio Lorenzo, oggi 30enne, ha già speso parole in merito, augurandosi che l’unico degli assassini non condannato all’ergastolo sconti tutta la sua pena come stabilito nei due gradi di giudizio di merito e poi confermato dalla Cassazione.

Oggi il Presidente della Repubblica ha reso omaggio alla memoria di Marco Biagi intervenendo alla sessione inaugurale del convegno internazionale promosso dalla fondazione che porta il suo nome e dall’Università di Modena e Reggio Emilia. Mattarella ha definito Biagi come “un uomo del dialogo” oltreché “un docente che amava l’insegnamento e il rapporto con gli studenti“, ma soprattutto uno “studioso che approfondiva i temi della sua disciplina, avvertendo con grande consapevolezza che il mirabile equilibrio disegnato nella nostra Costituzione richiede che ci si preoccupi costantemente di evitare che nascano ferite nella coesione sociale, di intervenire costantemente per sanarle, per ridurre e rimuovere le fratture sociali. Per questo i suoi assassini lo hanno ucciso

Mentre la memoria di Biagi è sempre viva, “le Br sono state sconfitte grazie all’unità degli italiani, a noi resta il dovere della memoria di chi, delle Br, è rimasto vittima, perché impersonava un ruolo di cucitura e valorizzazione della coesione sociale. È molto importante che la Fondazione che porta il suo nome abbia voluto, di anno in anno, ricordare Marco Biagi sviluppando i temi dei suoi studi. Questo è il modo per tenere libera la strada che i brigatisti volevano ostruire“.

Il Capo dello Stato ha poi sottolineato “l’importanza e il rilievo delle rappresentanze sociali e dei corpi intermedi supera la pur fondamentale dimensione dell’ambito delle relazioni del lavoro, perché riguarda anche la salute del tessuto democratico del nostro Paese. Rappresentanze sociali e corpi intermedi sono realtà in cui i cittadini si riconoscono; la loro emarginazione, la loro attenuazione di ruolo rende più fragile la società ed espone maggiormente i cittadini ad essere vulnerabili rispetto alle incertezze, insicurezze, paure che inducono alla chiusura in se stessi“.


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Autore dell'articolo: admin