Belli entomologo della plebe



La vicenda editoriale dei Sonetti di Giuseppe Gioachino Belli è tutta postuma. Il «monumento di quello che oggi è la plebe di Roma», uno dei capolavori della nostra letteratura, doveva andar distrutto nelle intenzioni dell’autore, che all’opera fu legato da un rapporto apparentemente controverso se, mentre ne raccomandava l’incenerimento, guardava bene di affidarla – in bella copia – a mani sicure, sicuro che al rogo non avrebbero provveduto. Pochi componimenti circolarono – e clandestinamente, senza permesso – fin quando fu … Continua


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