Attentato nelle Filippine, bomba davanti alla cattedrale sull’isola di Jolo


Ci sono almeno 27 morti e 77 feriti.

Attentato Filippine

Durante la messa domenicale nella cattedrale Nostra Signora del Monte Carmelo dell’isola di Jolo, nel Sud delle Filippine, in una zona che è considerata una roccaforte dei militanti islamici, sono esplose due bombe che hanno provocato la morte di almeno 27 persone e il ferimento di altre 77.

La prima bomba è esplosa proprio dentro la chiesa, mentre la seconda è esplosa nel parcheggio, quando le forze governative stavano già cercando di rispondere all’attacco. Questo attentato arriva proprio pochi giorni dopo il referendum che ha sancito la nascita di una provincia autonoma a maggioranza musulmana. Ricordiamo che i musulmani nelle Filippine sono una minoranza rispetto ai cattolici e che il referendum è stato fatto per cercare di porre fine a una guerra civile che dura da mezzo secolo e ha già ucciso più di 150mila persone.

Il tenente colonnello Gerry Besana, portavoce militare regionale, ha detto che si tratta sicuramente di terrorismo e che i responsabili sono persone che non vogliono la pace. Il ministro della Difesa Delfin Lorenzana ha promesso che sarà usata tutta la forza della legge per consegnare alla giustizia gli attentatori.

L’isola di Jolo è una base del gruppo militante islamista Abu Sayyaf, che nel corso degli anni si è macchiato di attentati sanguinosi, il più grave, nel 2004, quando ha attaccato un traghetto nella baia di Manila, uccidendo 116 persone.

Nell’attentato di oggi sono stati uccisi 20 civili e sette soldati e tra i feriti ci sono 61 civili, due poliziotti e 14 soldati. I feriti più gravi sono stati portati in elicottero a Zamboanga, intanto è stata rafforzata la vigilanza in tutti i luoghi di culto. La stessa cattedrale Nostra Signora del Monte Carmelo in passato è stata oggetto di altri attentati. Ora la strada principale che porta alla chiesa è stata transennata dalle truppe in assetto di guerra.

L’isola di Jolo fa parte della provincia di Sulu, che ha votato contro la creazione di una nuova regione e il suo governatore ha fatto ricorso davanti alla Corte Suprema contro la legge che istituisce l’area. Ma nel complesso gli elettori di tutta l’attuale regione autonoma hanno votato a favore e dunque la provincia sarà ancora inclusa nella nuova entità politica.

L’ultimo attentato prima di quello di oggi è stato a Capodanno, nella città di Cotabato, con un bilancio di due morti e 35 feriti e proprio Cotabato la scorsa settimana ha votato a favore dell’inclusione nella nuova regione autonoma.




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Autore dell'articolo: admin